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Altro massacro in Nigeria in un villaggio di cristiani ​

​Non si fermano le violenze contro i cristiani nel Nord della Nigeria, dove giovedì notte sono state uccise altre dieci persone. «Alcuni uomini armati sono entrati nelle case delle vittime durante la notte», ha confermato Aminu Lawan, portavoce della polizia di Nayi, un villaggio dello Stato settentrionale di Kaduna dove è avvenuto l’assalto: «Tra i morti c’è anche il pastore Innocent Chukwuemeka Mari delle Assemblee della chiesa di Dio – ha spiegato la stessa fonte. Inoltre, durante l’attacco sono rimaste ferite altre quattro persone».

Le autorità sospettano si tratti dell’ennesimo attacco perpetrato dai militanti di Boko Haram, una setta islamica di matrice estremista che vuole imporre la sharia (legge coranica) in tutto il territorio della Nigeria. Ed è proprio negli Stati centrali, a ridosso della regione settentrionale dove la legge islamica è già parte integrante del codice penale in 13 Stati, che lo scontro è più violento: «La fascia meridionale dello Stato di Kaduna è una zona a maggioranza cristiana molto sensibile agli scontri con la comunità musulmani», affermano gli analisti.

Nel periodo post elettorale dell’aprile scorso, infatti, centinaia di civili sono morti in seguito ai combattimenti scoppiati dopo la vittoria del presidente nigeriano, Goodluck Jonathan. Gli attacchi di giovedì notte rendono quindi poco credibili i «negoziati indiretti» in corso tra i militanti islamici e il governo. I servizi segreti nigeriani hanno specificato che: «La setta è purtroppo costituita da diverse frange presenti nel Nord del Paese, e molte di esse sono difficili da controllare e identificare». Alcune fonti dell’amministrazione nigeriana sostengono però che Boko Haram «avrebbe proposto un cessate il fuoco di tre mesi» in cambio della liberazione dei suoi militanti detenuti.

Una richiesta avanzata davanti all’evidente difficoltà dimostrata dalle autorità nigeriane nel fermare l’ondata di attacchi sempre più frequenti e sofisticati compiuti dalla setta negli ultimi due anni.
Gli ultimi attacchi hanno colpito domenica scorsa la chiesa cattolica di Saint Finbarr nello Stato di Plateau e la chiesa di Cristo in Nigeria (Cocin) nello Stato di Bauchi. Gli attentatori suicidi si sono fatti esplodere causando undici morti e decine di feriti. E il ricorso ad attentatori suicidi – evidenziatosi in Nigeria solo negli ultimi due mesi –, lascia ritenere gli esperti che non sia altro che il frutto dell’addestramento ricevuto dai miliziani grazie agli stetti legami (già provati a più riprese) con le altre due formazioni terroristiche africane: al-Qaeda per il Maghreb islamico e gli shabaab somali.

Matteo Fraschini Koffi