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Bagnasco: «Ci stringiamo al Papa come roccia solida»

Carissimi Fratelli e Sorelle
abbiamo portato la Santa Eucaristia per le strade dove l'uomo vive e lavora. È' un gesto semplice e ricco di significato. Cristo Gesù è custodito nel Sacramento dentro alle nostre chiese, ma non è prigioniero: percorre le nostre vie, bussa alla porta di ogni casa, chiede di poter entrare nel cuore di tutti per condividere il pane della vita, per portare con Lui le gioie e i pesi dei giorni. Sì, Dio non è lontano ma vicino, è talmente grande che si interessa delle nostre cose, è per noi "farmaco d'immortalità, antidoto contro la morte" (Sant'Ignazio di Antiochia, Lettera agli Efesini, 20). E' questo il primo messaggio del gesto che abbiamo compiuto: Dio è con noi, e nessuno è mai totalmente solo nella vita. Quante solitudini nei vicoli e nelle strade della nostra Città! Quante ansie per il domani: famiglie, lavoro, giovani e anziani! Lui però è con noi, ma noi siamo con Lui? io voglio stare con Lui? Con Dio vi è futuro, cambia la prospettiva, si accende la speranza. Ricordiamo: la fede è dono ma anche decisione: è grazia, ma anche responsabilità.
Nel segno della processione troviamo un secondo messaggio: ciò che abbiamo fatto non l' abbiamo fatto da soli, ma insieme, come popolo di Dio. La Chiesa nasce dal costato trafitto di Cristo, dall'acqua e dal sangue simbolo dei sacramenti; e il Mistero eucaristico è Cristo che si dona rinnovando in noi la sua "ora", l'ora della sua gloria, perché l'ora dell' amore fino al dono della vita. Per questo la divina Eucaristia è la sorgente perenne della Chiesa, ne è il cuore pulsante, il punto di partenza e di arrivo di ogni pensiero, sentimento, azione. Senza Gesù-Eucaristia siamo sbandati come dei vagabondi senza patria, come foglie secche in balia dei venti. Nell'umile frammento del Pane consacrato, Dio si è messo nelle nostre mani, ma solo così Egli ci tiene nelle sue per salvarci dai nostri individualismi, per fare con noi una cosa sola. Quanto è bella la bellezza della Chiesa, Corpo mistico di Cristo! Sant'Agostino scriveva che "Non si può avere Dio come Padre se non si ha la Chiesa come madre", e G. Bernanos ha detto: "nella Chiesa mi sento a casa mia!".

Cari Amici, amare il mistero dell'Eucaristia significa amare il mistero della Chiesa: la sua bellezza è Cristo, la sua forza è Cristo. Per questo dobbiamo essere addolorati per i nostri peccati, ma mai spaventati o smarriti. In questo momento di grazia, vogliamo pensare al Santo Padre, Benedetto XVI: egli è il successore di Pietro, la pietra su cui Cristo ha fondato la Chiesa. A lui vogliamo stringerci come a roccia solida che conferma la fede e, come nocchiero autentico che guida la barca della Chiesa. A volte, le onde e le ombre sembrano preponderanti, ma il Papa ci ricorda che il Signore è presente e ci ripete le sue parole: "Non temete". La Chiesa è profezia, cioè guarda lontano oltre le contingenze, ma soprattutto dentro alle circostanze per coglierne gli esiti futuri. Lo fa con lo sguardo dello Spirito. Non parla per contrastare ma per servire, non vuole affermare se stessa, ma essere fedele: mette in guardia da illusioni, ricorda la verità di Dio e dell'uomo come la risorsa ineguagliabile della famiglia, la vita, il bene comune.

A Milano, nell'Incontro Mondiale delle Famiglie, Papa Benedetto ha invitato a creare dei gemellaggi con le Parrocchie terremotate, e Genova vuole corrispondere al suo invito. In questa piazza preghiamo per il Papa, vogliamo fargli sentire il calore del nostro affetto, la devozione pronta e obbediente della nostra fede. A Gesù Eucaristia affidiamo Genova, chi cerca lavoro, le vittime del sisma dell'Emilia Romagna, le comunità colpite. Affidiamo i quindicimila bambini, ragazzi e giovani che, come ogni estate, faranno esperienze di formazione e di servizio grazie alle Aggregazioni e Istituzioni cattoliche; grazie alle nostre Parrocchie, vero miracolo di Dio dispiegato sul territorio.
Angelo Card. Bagnasco