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Belgio, tre nuove proposte di “buona morte”: eutanasia anche per chi è «incapace di esprimere la sua volontà»

Bambini, uomini, donne, anziani, affetti da malattie terminali o no, soggetti a sofferenze fisiche ma anche psicologiche, persone semplicemente stanche di vivere: quasi tutti possono ottenere l’eutanasia in Belgio. Dal 28 maggio 2002, anno in cui la “buona morte” è stata legalizzata, le maglie della legge sono state allargate così tanto che morire è diventato un gioco da ragazzi.
Non la pensa allo stesso modo il partito socialista, che nella persona della deputata Karin Jiroflée ha depositato alla Camera il 10 aprile tre nuove proposte per modificare la legge originale e consentire l’iniezione letale in un numero ancora maggiore di casi.

EUTANASIA PER I DEMENTI. La prima proposta (Doc 54 1013/001) ha come scopo quello di autorizzare l’eutanasia anche per i pazienti che sono «incapaci di esprimere la propria volontà o perché in stato di incoscienza o perché in uno stato avanzato dovuto a una condizione cerebrale non congenita, tale per cui ci si trova nello stato fisico o psichico descritto nella propria dichiarazione [anticipata di trattamento]». L’obiettivo, in sostanza, come già previsto da tempi.it, è consentire anche ai «dementi o a chi è caduto in uno stato di incoscienza prolungata (…) di richiedere l’eutanasia». Al momento, infatti, «le dichiarazioni anticipate valgono solo per chi cade in coma irreversibile, escluse le persone affette da problemi cerebrali gravi (come la demenza)».
VALIDITÀ ILLIMITATA. La seconda proposta (Doc 54 1014/001) ha lo scopo di aumentare la validità delle dichiarazioni anticipate di trattamento. «Al momento valgono solo temporaneamente», cinque anni per la precisione. «Questa proposizione ha come oggetto l’eliminazione della validità temporale delle dichiarazioni anticipate, restando comunque valida» la possibilità di stralciare le dichiarazioni in precedenza formulate.
ADDIO OBIEZIONE DI COSCIENZA. La terza proposta (Doc 54 1015/001) riguarda la possibilità per i medici di fare obiezione di coscienza. Attualmente un dottore, per ragioni di coscienza personale o mediche riguardo ai dettami della legge, può rifiutarsi di praticare o autorizzare un’eutanasia. Se la proposizione passerà, tutti i medici che non vogliono autorizzare o praticare l’eutanasia per ragioni mediche o di coscienza saranno obbligati a trovare un collega disposto a farlo.
@LeoneGrotti

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