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Benedetto XVI in Libano mentre si infiamma il Medio Oriente Il v

Il viaggio apostolico di Benedetto XVI in Libano che si svolgerà da domani a domenica, arriva in un momento drammatico per tutto il Medio Oriente. Il divampare delle violenze in Libia, l'uccisione dell'ambasciatore statunitense Chris Stevens, gli incidenti causati dalla diffusione di immagini offensive del Profeta Maometto in una data simbolica come l'11 settembre, hanno messo in ulteriore allarme i sacri palazzi su eventuali rischi della visita di Benedetto XVI. Già nelle settimane passate il timore per un allargamento del conflitto siriano al Libano aveva fatto temere per il viaggio del Papa, tuttavia il direttore della Sala stampa, padre Federico Lombardi, ha fatto sapere "che il viaggio non è stato mai in discussione", e la visita dimostra la volontà e la determinazione del Pontefice di recarsi nella regione.

È in questo quadro che ieri dopo la diffusione della notizia dell'assalto di gruppi fondamentalisti al consolato americano di Bengasi, la Santa Sede ha reagito prontamente fissando due punti fermi: in primo luogo il rispetto delle credenze e dei simboli religiosi di ogni fede quale fondamento per una convivenza pacifica, allo stesso tempo è stata riaffermata la condanna netta delle violenze. Ancora padre Lombardi ha precisato tali concetti e la sua dichiarazione - come pure l'appello del Papa all'udienza generale di ieri per la pace in Medio Oriente nel rispetto delle reciproche differenze - sono stati tradotti in arabo affinché venissero diffusi e compresi nella regione. Messaggi assai diversi dalla traduzione araba del trailer del film offensivo su Maometto diffuso via Internet con intenti evidentemente provocatori.

"Il rispetto profondo per le credenze, i testi, i grandi personaggi e i simboli delle diverse religioni - aveva detto padre Lombardi - è una premessa essenziale della convivenza pacifica dei popoli", che poi aggiungeva: "le conseguenze gravissime delle ingiustificate offese e provocazioni alla sensibilità dei credenti musulmani sono ancora una volta evidenti in questi giorni, per le reazioni che suscitano, anche con risultati tragici, che a loro volta approfondiscono tensione ed odio, scatenando una violenza del tutto inaccettabile".

Ancora il cardinale Jean Louis Tauran, ha sottolineato oggi che il Papa porterà in Libano un messaggio di convivenza e dialogo fra le diverse comunità, promuoverà l'idea di una pluralità come ricchezza e non come pericolo, affermerà l'importanza del rispetto dei diritti umani e della libertà religiosa. Parole che avranno un particolare peso nel momento in cui le spinte fondamentaliste cercano di far esplodere la regione e di fermare le aperture verso la democrazia. Ancora peserà sul viaggio del Pontefice la vicinanza con la Siria che ha sempre influenzato la situazione politica libanese. In ogni caso le diverse componenti sociali e religiosi del Libano - compreso il gruppo di Hezbollah - hanno deciso di accogliere Benedetto XVI stabilendo una sorta di tregua per tre giorni.

IL PROGRAMMA
Il Papa, secondo il programma, arriverà domani a Beirut alle 13.45 (ora locale), dove sarà accolto dai tre presidenti (della Repubblica, del Consiglio, del Parlamento); il presidente della Repubblica terrà un discorso in arabo, cui seguirà il primo discorso del Papa, che nel pomeriggio (alle 18) alla nunziatura di Harissa firmerà l'Esortazione apostolica post-sinodale, seguita dal secondo discorso.

Due i momenti salienti di sabato 15: al mattino (alle 10) la visita di cortesia al presidente della Repubblica, con l'incontro privato con i tre presidenti nel Palazzo di Baadba, cui seguiranno l'incontro con i capi delle comunità musulmane e con i membri del governo e delle istituzioni, con il corpo diplomatico, i capi religiosi e i rappresentanti del mondo della cultura (terzo discorso del Santo Padre). Nel pomeriggio (ore 18), dopo il pranzo con i patriarchi e i vescovi del Libano, è in programma l'incontro con i giovani nel Patriarcato maronita di Bkerkè, il cui piazzale può contenere 20 mila persone, con relativo discorso di Benedetto XVI. Domenica 16, infine, la messa al Beirut City Center Waterfront di Beirut - area che può ospitare diverse centinaia di migliaia di persone - dove il Papa terrà l'omelia e consegnerà l'Esortazione apostolica a diversi rappresentanti della popolazione. Nel pomeriggio (ore 17.15), l'incontro ecumenico nel Patriarcato siro-cattolico di Charfet, seguito dal discorso di congedo che il Papa terrà all'aeroporto di Beirut, prima di far rientro in serata a Ciampino.