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Catechismo sull'11 settembre

Catechismo sull'11 settembre

Quali sono le radici storiche, politiche e geopolitiche da cui proviene l'11 settembre?
Il terrorismo islamico proviene dal terrorismo occidentale, cioè dall'idea che l'occidente sia il male. Esso è una novità nell'Islam stesso che non ha mai conosciuto l'autodistruzione come mezzo di guerra santa. L'impronta culturale del terrorismo islamico è il nichilismo occidentale, che ha la sua forma ultima nel comunismo dopo la fine dell'Unione Sovietica. Distruggere per distruggere è la tecnica politica del nichilismo, e il terrorismo islamico lo manifesta con grande chiarezza.

Quale ruolo può aver giocato il fattore religioso negli attentati dell'11 settembre?
L'Islam è in crisi di identità dai tempi del colonialismo occidentale, ma soprattutto da quando la globalizzazione ha creato un mondo unico e unito, da cui l'Islam si sente escluso. L'Islam esistette come impero globale di una religione e quindi come il primo tentativo politico di una globalizzazione realizzata con il potere delle armi in nome di un Dio che è volontà di potenza.

Che cosa rispondere a chi sostiene che l'11 settembre è frutto degli errori degli Stati Uniti in politica estera?
L'11 settembre è il frutto dell'esistenza degli Stati Uniti e dell'Occidente. Per il terrorismo islamico, U.S.A. e Occidente - realtà per esso indistinguibili - hanno la colpa di esistere, sono combattuti per ciò che sono non per ciò che fanno.

E' corretto parlare di "scontro di civiltà"?
Cristianità e Islam fanno parte della medesima civiltà, hanno in comune l'ebraismo, la filosofia greca, il cristianesimo; sono un conflitto interno all'interpretazione di questa civiltà. L'Islam ritiene che Maometto sia "il sigillo della profezia", quindi la fine della storia, e che la civiltà islamica sia l'ultima parola delle culture che l'Islam ha assorbito per esistere come realtà e potenza nel mondo.

Quali cambiamenti sostanziali ha portato l'11 settembre negli equilibri politici mondiali?
Il processo è ancora in corso. L'11 settembre è sembrato unire l'Occidente, poi la guerra irachena l'ha diviso, ed ora è in corso un tentativo di riunificarlo nella costruzione della democrazia irachena. Ma ciò comporta che tutto l'Occidente accetti di essere sfidato dal terrorismo islamico. Se i francesi andassero in Irak nel quadro dell'ONU non sarebbero percepiti come diversi dagli americani. Per l'Islam l'Occidente è uno e il terrorismo islamico lo considera uno, composto di ebrei e di "crociati". Il terrorismo islamico sfida l'Occidente, non gli Stati Uniti in quanto tali, ma solo in quanto potenza che incarna in sé al massimo livello la cultura e la potenza dell'Occidente.

Quali motivi di riflessione per la cristianità a seguito dell'11 settembre?
Il terrorismo islamico guarda l'Occidente come terra della cristianità, anche se pensa che l'Occidente sia in realtà post-cristiano e ateo. Il dramma dell'Occidente è che, non pensandosi come cristianità, non si pensa come civiltà, e si riduce a mera esistenza di fatto. Questa banalizzazione dell'Occidente impedisce agli occidentali di rendersi conto che il terrorismo islamico non è un pensiero banale e che esso ha come cassa di risonanza l'Islam intero. Può l'Occidente tornare alla sua religione, il cristianesimo? È necessario, anche se sembra oggi impossibile. E' la sfida islamica che rende necessario quello che l'occidente pensa impossibile: esistere come cristianità.

Ferruccio De Bortoli, il giorno dopo l'11 settembre, scrisse che "Siamo tutti americani". Che cosa significa questa affermazione a due anni di distanza?
Bisognerebbe chiederlo all'ex direttore del "Corriere della Sera": ma se non siamo americani, che cosa siamo? È l'America che ha dato all'Occidente, dinanzi al nazismo e al comunismo, la possibilità di sopravvivere come cultura e ha permesso all'Europa di sopravvivere ai mostri, il comunismo e il nazismo, che essa stessa aveva creato.