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Corea del Nord, Kim fa sbranare lo zio, poi inaugura la sua stazione sciistica

Non è la prima notizia agghiacciante che trapela dalla Corea del Nord e non  sarà certo l’ultima. Il dittatore Kim Jong Un avrebbe fatto sbranare da 120 cani lo zio Jang Song Thaek, fino al dicembre scorso numero due del regime. Questa antica  crudele esecuzione prende il nome di “qua jue” e viene ancora utilizzata per ammazzare i nemici del regime. Non sono pochi i rifugiati in Corea del sud scappati dai campi di lavoro del Nord che hanno visto con i loro occhi questa crudele pratica.
FONTI CINESI. La notizia arriva da quotidiani di Hong Kong e Singapore. Quello che è certo – perché è stato confermato dal regime nordcoreano – è che Jang Song Thaek è stato arrestato lo scorso dicembre perché si è macchiato di crimini economici. Lo zio e mentore del numero uno è stato definito «cane», «traditore per tutta l’eternità», «feccia umana». Quello che i due quotidiani in lingua cinese hanno raccontato è che Non è la prima notizia agghiacciante che trapela dalla Corea del Nord e non  sarà certo l’ultima. Il dittatore Kim Jong Un avrebbe fatto sbranare da 120 cani lo zio Jang Song Thaek, fino al dicembre scorso numero due del regime. Questa antica  crudele esecuzione prende il nome di “qua jue” e viene ancora utilizzata per ammazzare i nemici del regime. Non sono pochi i rifugiati in Corea del sud scappati dai campi di lavoro del Nord che hanno visto con i loro occhi questa crudele pratica.

FONTI CINESI. La notizia arriva da quotidiani di Hong Kong e Singapore. Quello che è certo – perché è stato confermato dal regime nordcoreano – è che Jang Song Thaek è stato arrestato lo scorso dicembre perché si è macchiato di crimini economici. Lo zio e mentore del numero uno è stato definito «cane», «traditore per tutta l’eternità», «feccia umana». Quello che i due quotidiani in lingua cinese hanno raccontato è che Thaek insieme a cinque dei suoi uomini più vicini sia stato sbranato da 120 cani tenuti a digiuno per molti giorni. Il tutto mentre Kim Jong Un e altri 300 funzionari stava a guardare, «fino a quando i sei non sono stati completamente mangiati, il che avrebbe richiesto circa un’ora».
NONOSTANTE LE SANZIONI INTERNAZIONALI. Ma le notizie dalla Corea del Nord non Corea del Nord - parata per i 65 anni della Repubblicaterminano qui. Che la maggioranza della popolazione del paese dipenda dagli aiuti alimentari internazionali non è una novità. Il fatto che il dittatore Kim Jong Un abbia da poco inaugurato una stazione sciistica con impianti «impeccabili» compreso di lussuosissimo resort modello Svizzera non deve scomporvi. Quello che sorprende è come il giovane trentenne sia riuscito a metterla in piedi. Non tanto per i soldi spesi, ma per il fatto che la Corea del Nord dopo i test nucleari portati avanti era stata sottoposta a sanzioni, sia dall’Onu sia dall’Unione Europea, che bloccavano la vendita a Pyongyang di beni di lusso. In molte fotografie dell’impianto – fa notare il sito NkNews.org – si possono riconoscere marchi di aziende occidentali: l’italiana Prinoth, la canadese Bombardier Recreational Products e la tedesca Kassbohrer. Come siano arrivati in Corea del Nord quei macchinari è ancora da stabilire (forse attraverso un paese terzo, probabilmente la Cina). Mentre la notizia imbarazza in alcuni paesi, Kim III ha inaugurato l’agognata stazione sciistica, che, secondo la propaganda di regime, sarebbe già «al centro dell’attenzione mondiale».

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NONOSTANTE LE SANZIONI INTERNAZIONALI. Ma le notizie dalla Corea del Nord non Corea del Nord - parata per i 65 anni della Repubblicaterminano qui. Che la maggioranza della popolazione del paese dipenda dagli aiuti alimentari internazionali non è una novità. Il fatto che il dittatore Kim Jong Un abbia da poco inaugurato una stazione sciistica con impianti «impeccabili» compreso di lussuosissimo resort modello Svizzera non deve scomporvi. Quello che sorprende è come il giovane trentenne sia riuscito a metterla in piedi. Non tanto per i soldi spesi, ma per il fatto che la Corea del Nord dopo i test nucleari portati avanti era stata sottoposta a sanzioni, sia dall’Onu sia dall’Unione Europea, che bloccavano la vendita a Pyongyang di beni di lusso. In molte fotografie dell’impianto – fa notare il sito NkNews.org – si possono riconoscere marchi di aziende occidentali: l’italiana Prinoth, la canadese Bombardier Recreational Products e la tedesca Kassbohrer. Come siano arrivati in Corea del Nord quei macchinari è ancora da stabilire (forse attraverso un paese terzo, probabilmente la Cina). Mentre la notizia imbarazza in alcuni paesi, Kim III ha inaugurato l’agognata stazione sciistica, che, secondo la propaganda di regime, sarebbe già «al centro dell’attenzione mondiale».

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