Share |

Così Bankitalia smonta le tesi catastrofistiche dei perenni declinisti

I catastrofisti in servizio permanente effettivo saranno delusi. Nei giorni in cui si intensificano le turbolenze finanziarie sui debiti pubblici dei paesi dell’Eurozona, i numeri e le simulazioni della Banca d’Italia arrivano a conclusioni che non indulgono al pessimismo sull’Italia. Gli “stress test” realizzati dall’Istituto centrale governato da Ignazio Visco attestano – si legge nel Rapporto sulla stabilità finanziaria del paese curato dal dirigente generale Fabio Panetta – che il debito pubblico italiano è sostenibile e rimarrebbe stabile, o in leggero calo, nei prossimi due anni, anche se i tassi di interesse sui titoli di stato arrivassero all’8 per cento e la crescita fosse uguale a zero. La quota del debito pubblico detenuta da non residenti, pari al 39,2 per cento, “è relativamente contenuta nel confronto internazionale”. Ma il rapporto pubblicato ieri da Palazzo Koch non si concentra solo sullo stato dei conti pubblici. Anche “il sistema bancario non è fonte di instabilità e la sua posizione patrimoniale è solida sarà ulteriormente rafforzata” dopo le misure decise dalla Ue. Le banche, ha aggiunto Visco, “subiscono i contraccolpi delle tensioni sul debito sovrano e del rallentamento congiunturale”. Bankitalia per rafforzare il patrimonio dà un consiglio ai banchieri: meno bonus e meno dividendi.

E’ solida anche la situazione finanziaria delle famiglie: “La cospicua ricchezza complessiva è composta per la maggior parte da attività a basso rischio”. Tensioni potrebbero emergere tra le famiglie con minor reddito, “cui fa capo una quota limitata dei prestiti bancari”. Il quadro più fosco si desume per l’industria e i servizi: le imprese attendono un “peggioramento dei livelli di attività e delle condizioni di accesso al credito”. Nel 2012 le finanze potrebbero peggiorare per molte imprese.
Dal rapporto si rileva comunque un invito all’esecutivo ad accelerare lo slancio riformatore e sviluppista, oltre che rigorista: “Per ridurre in maniera permanente il rischio sovrano sono necessarie misure volte a innalzare il potenziale di crescita”.