Share |

Diario dall`inferno afghano 92 mila documenti su Internet

Politica estera

La Casa Bianca furiosa: «Messa a repentaglio la sicurezza» L`hanno definita la più grande fuga di notizie della storia americana. Ben 91.731 documenti sul conflitto in Afghanistan. Una montagna di carte che coprono il periodo 2004-2009. Un mosaico che conferma quello che la maggioranza pensa: la guerra va male ed è difficile che possa andar meglio, con «i talebani ancora più forti di quanto non lo fossero nel 2001». A rivelare i documenti sono stati gli scavatori del sito Wikileaks che hanno passato le anticipazioni al New York Times, al Guardian e al settimanale tedesco Der Spiegel. Fonte delle informazioni - secondo alcune indiscrezioni - sarebbe sempre Bradley Manning, soldato di 22 anni, finito in galera per aver divulgato un video che mostra un elicottero americano sparare sui civili iracheni. Ma questa volta, la «talpa» potrebbe aver avuto l`assistenza di altri militari. Dal «Diario di guerra» emergono diversi filoni, tutti suscettibili di polemiche. Il primo riguarda il ruolo dei servizi pachistani - Isi - accusati di aiutare gli insorti nel condurre la guerriglia e nell`organizzare attentati suicidi. Un atteggiamento ambiguo emerso più volte, ma ora certificato dai documenti. Quindi c`è il punto - delicato - dei civili uccisi per errore dalle truppe statunitensi. Almeno 144 incidenti tenuti nascosti. Alcune delle vittime sarebbero state provocate dalle azioni dei droni - velivoli senza pilota - diretti da una base in Nevada. Un`installazione non troppo segreta, visto che fino ad un anno fa era aperta alle visite della stampa. Molto più protetta l`azione della «Task Force 373», un`unità segreta incaricata di dare la caccia a gaedísti e talebani. Un team «cerca e distruggi» che ha eliminato una settantina di quadri ma, in alcune occasioni, ucciso dei civili che non ave- vano nulla a che fare con gli insorti. Sempre secondo i documenti la coalizione ha tenuto nascosto l`impiego da parte dei ribelli di sofisticati missili antiaerei. Nel presentare lo scoop, il fondatore di Wikileaks, Julian Assange, ha sostenuto che dall`analisi dei documenti potrebbero emergere prove per incriminare le forze alleate per «crimini di guerra». Furiosa la reazione della Casa Bianca, che ha condannato con «forza» la fuga di notizie. Il consigliere per la Sicurezza nazionale James Jones ha affermato che le rivelazioni «possono mettere a rischio la vita degli americani e dei nostri alleati». Si tratta, ha aggiunto, di «una minaccia alla sicurezza nazionale». Il Pentagono ha preso tempo per valutare i danni delle rivelazioni ed ha aperto un`inchiesta interna: «Serviranno giorni, se non settimane. Vogliamo assicurarci che non ci siano altre persone in possesso dei documenti». A Islamabad, invece, hanno respinto gli addebiti: «Si tratta di documenti ambigui e privi di fondamento,. Non c`è nulla che abbia a che fare con la realtà». Da Kabul, il presidente Karzai, senza citare il Pakistan, ha sottolineato come «il successo contro il terrorismo non arriva combattendo nei villaggi afghani» ma colpendo i santuari. Traduzione: i nostri guai sono causati dai vicini pachistani e i raid che a volte coinvolgono i civili in Afghanistan aiutano solo gli insorti. Ma l' attenzione sul «Diario» potrebbe presto spostarsi su un secondo fronte. Il New York Times sta per pubblicare un' inchiesta sull' attività segreta dei contractors nella lotta ai terroristi in Afghanistan. Una guerra di carte che avrà un peso sul dibattito di un conflitto che trova sempre più avversari negli Stati Uniti come in Europa.