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Il peso delle tasse oltre il 45% arriva il “venerdì nero” dell’Iva..E l’Autorità della Privacy boccia la lotta all’evasione

E’ allarme pressione fiscale. Lo lancia, duran- te una audizione in Commissione Bilancio del- la Camera, il presidente della Corte dei Conti, Luigi Giampaolino. «Ci avviamo verso una pressione fiscale superiore al 45 per cento, un livello che ha pochi confronti nel mondo», ha ammonito. Con l’aggravante che, al contrario di quanto avviene in Europa, da noi la distribu- zione del carico tributario penalizza «lavoro e imprese». In totale 50 miliardi tondi in più pa- gati in Italia dal mondo produttivo rispetto al- la media europea.
Un monito che arriva alla vigilia del «venerdì nero» dell’Iva. Il 16 marzo, infatti, 5,1 milioni di imprese e lavoratori autonomi, il «popolo del- le partite Iva», dovranno mettere mano al por- tafoglio per il primo grande salasso dell’anno. Complessivamente, tra coloro che saranno chiamati al versamento mensile e coloro che dovranno fare il versamento trimestrale, l’im- patto sarà di 9,3 miliardi. Una somma gravata, per la prima volta, di 516 milioni in più: i versa- menti si riferiscono infatti, per buona parte, agli incassi dell’ultimo trimestre del 2011 quando è scattato il rincaro dell’Iva dal 20 al 21 per cento.
Una richiesta di fondi, di cui gli imprendito- ri sono semplici esattori (giacché verseranno allo Stato l’Iva riscossa dai consumatori), ma che cade in un momento difficile per la liqui- dità delle imprese, strette tra i mancati paga- menti dei debiti dello Stato (calcolati in 100 mi- liardi dalla Corte dei Conti) e la chiusura dei ru- binetti delle banche, e che dunque avviene con maggiore difficoltà del solito.
«Sarà un venerdì nero sul fronte delle tasse per le imprese private italiane», ha dichiarato il
segretario della Cgia di Mestre Giuseppe Bor- tolussi, che ha realizzato il rapporto. Secondo l’ufficio studi infatti in totale dopodomani le imprese italiane dovranno essere pronte a ver- sare allo stato fondi per 14,2 miliardi: oltre all’I- va si sommeranno 4,9 miliardi di ritenute Irpef sui dipendenti, i versamenti dei contributi In- ps e, per le società, il versamento della tassa sui libri sociali (va dai 309 ai 516 euro).
La magistratura contabile sembra prospet- tare una via d’uscita. Osserva che una riduzio- ne dello spread a 200 punti (ieri eravamo a 306) determinerebbe un aumento del pil di 1 punto percentuale nel giro di un anno. Questo au- mento, dice la Corte, «da solo sarebbe suffi- ciente a determinare entrate fiscali aggiuntive di importo pari a quelle attese dal previsto in- nalzamento di due punti dell’aliquota Iva ordi- naria».
Sull’evasione fiscale Giampaolino ha usato toni severi. «Il carico tributario sui contribuen- ti fedeli è sicuramente eccessivo». Infatti se la pressione va verso il 45 per cento bisogna an- che considerare il livello dell’evasione pari al 10-12 per cento del Pil, ovvero circa 160-190 miliardi. In questo modo si arriverebbe, come calcola la Cgia, al 54,5 per cento. Sul piano del- la lotta all’evasione la Corte dei Conti incalza il governo: «Sono necessari ulteriori interventi». Ma il Garante della Privacy, Francesco Pizzetti, frena: «Strappi troppo forti allo stato di diritto». Chiede di fare attenzione ai «bollini» e alle liste «dei buoni e dei cattivi» e alle gogne mediati- che, giudica «pericolosa» la continua richiesta di accesso ai dati e all’acquisizione di informa- zioni «sui comportamenti dei cittadini»