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Il Vaticano contro Zapatero: Premier "insensato"

Chiesa cattolica

Il Vaticano attacca il premier spagnolo Josè Luis Zapatero. Un attacco politico, ma anche un attacco personale, ultima appendice di uno scontro che da mesi agita i rapporti Madrid-Santa Sede a causa della nuova legge sull’aborto introdotta in Spagna qualche settimana fa. Una legge «insensata» così come lo è il primo ministro Zapatero: questo il senso delle dichiarazioni del neo presidente della Pontificia Accademia della Vita, monsignor Ignacio Carrasco De Paula (spagnolo e membro dell’Opus Dei) in un’intervista alla rivista cattolica Consulente Re: «È una legge prima di tutto insensata, assolutamente insensata e corrisponde alla mentalità di Zapatero. Il quale ha un’idea fissa, la questione dei diritti. Tutto ciò che gli è presentato come un diritto, lui lo promuove, ma è incapace di capire che cosa sia un diritto». Un affondo forte quello del presule che ha preso il posto di monsignor Rino Fisichella alla guida del Consiglio vaticano. La polemica tra Santa Sede e governo spagnolo sulla nuova legge di depenalizzazione dell’aborto va avanti da mesi: a volerla è stato il governo del premier socialista Josè Luis Zapatero e sancisce il diritto di ogni donna, anche delle minorenni fra i 16 ed i 18 anni, di decidere liberamente se abortire o meno nelle prime 12 settimane. Il Partido Popular ha presentato un ricorso alla Corte costituzionale di Madrid, la Conferenza episcopale spagnola ha più volte manifestato contro la nuova normativa. La legge era stata anche al centro dell’incontro tra Benedetto XVI e Zapatero tenutosi a Roma il 10 giugno scorso. Era il secondo incontro di Zapatero con Ratzinger, dopo quello di Valencia del luglio 2006, e anche la sua seconda udienza papale in Vaticano, dopo quella del 2004 con Giovanni Paolo II. Il clima dell’incontro fu definito «molto cordiale», eppure nel comunicato finale della sala stampa vaticana, come invece avviene di solito, la parola «cordiale» non comparve per niente. La questione dell’aborto ha raffreddato una relazione che fino a pochi mesi fa, nonostante tutto, era serena. Il Vaticano, infatti, appoggia in tutto e per tutto le proteste della conferenza episcopale iberica contro la normativa. Una protesta che in questi mesi ha avuto dei picchi scaturiti anche in alcuni aperti scontri istituzionali tra il clero e la politica, ma anche tra la politica nazionale e la politica locale. I governi delle regioni spagnole di Murcia e della Navarra, infatti, si sono rifiutati di applicare la legge sull'aborto proprio nel giorno in cui la legge è entrata in vigore. La Navarra, contraria alla legge, ha motivato la decisione affermando che la norma non regola sufficientemente l'obiezione di coscienza dei medici. Anche altre regioni governate dal Partido Popular hanno espresso la loro opposizione alla legge che considerano incostituzionale. La battaglia è aperta e l’affondo di ieri del Vaticano cambia un po’ le carte in tavola: difficilmente la Santa Sede usa toni così forti nel criticare un capo di governo di un altro Paese. Monsignor Ignacio Carrasco De Paula, invece, l’ha fatto, aprendo una stagione di polemiche ancora più forti tra governo e Chiesa: nessuno, in Spagna, sa dove questo scontro potrà portare. Molti però scommettono sulla cosa più semplice: sul ritorno dei Popolari alla vittoria e quindi al governo. Zapatero è avvertito.