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Il Vescovo di Mostar Peric spara ancora su Medjugorje

Questa volta se la prende col famoso "segno", che la Madonna ha promesso di lasciare sulla collina delle apparizioni, e coi difetti dei veggenti. Non considera che i doni straordinari di Dio sono affidati alla fragilità umana e che nessun veggente è infallibile. Tutto il tono del documento è da inquisitore intransigente e ostile, nessuna traccia di quella "gratitudine e consolazione" che il Concilio raccomandava ai Vescovi nel valutare i carismi (Lumen Gentium 2, 12).

Il santo Curato d’Ars, Giovanni Maria Vianney, inizialmente considerò La Salette come un colossale imbroglio e Massimino un losco bugiardo. Il veggente in effetti condusse una vita irrequieta, piena di debiti e senza mai concludere nulla; per campare infine torno alla Salette e impiantò un negozietto di vendita di oggetti sacri relativi all’apparizione. Morì a soli 42 anni di idropisia (da cirrosi epatica?). Ma la Chiesa riconobbe ugualmente autentica l'apparizione.
Qui il documento tratto dal sito ufficiale della Diocesi di Mostar: