Share |

La dottrina via etere

Si comincia con la catechesi a mezzanotte e mezza e si finisce con «La voce del magistero» alle 22,45. Non si esagera di sicuro affermando che tutto il palinsesto di Radio Maria è intessuto dal desiderio di annunciare, presentare, spiegare fedelmente la dottrina cattolica. Eppure, un intento del genere non penalizza gli ascolti di quella che è ormai invidiata come l’emittente più diffusa d’Italia... Anzi, si direbbe che anche per questo la stazione che trasmette da Erba è tanto amata e seguita in tutta la Penisola. Chiediamo conferma al suo celebre direttore, padre Livio Fanzaga.

Padre Livio, Radio Maria ha sempre dato molto spazio alla catechesi. Lei stesso ha spiegato per radio tutto il «Catechismo della Chiesa cattolica», che non è proprio una cosa semplice: né per mole, né per contenuti... Quali sono stati i frutti sugli ascoltatori?
Incominciamo col dire che la gente è affamata di Dio e della sua parola. Dobbiamo trasmetterla viva ed efficace, in modo tale che entri nei cuori. Per questo è necessario che chi la predica e la insegna, la incarni prima nella sua vita. Convince chi è convinto. Diversamente si corre il rischio di essere cembali squillanti. Senza la fede in Gesù Cristo e l’amore appassionato per la sua persona, qualsiasi forma di catechesi è morta. A Radio Maria si alternano più di un centinaio di conduttori, sacerdoti e laici, molti dei quali di alto profilo intellettuale. Incide di più chi sa esprimersi in modo semplice, chiaro e appassionato. Nell’ambito della fede i maestri che non sono anche testimoni alla fine annoiano. È comunque un fatto che Radio Maria ha un ascolto capillare, che coinvolge milioni di persone di ogni strato sociale e livello intellettuale. La sana dottrina trasmessa con passione attira la gente, anche i lontani.

Ma che cosa dev’essere per lei un catechismo? Un prontuario delle certezze cattoliche, uno strumento di formazione per i bambini, una sintesi della storia e della dottrina della Chiesa, un libro su cui meditare, un punto di partenza per conoscere la fede... Tutto questo o che altro?
Il Catechismo di san Pio X è un libro irripetibile, perché la dottrina cattolica vi è espressa in modo sintetico, chiaro, accessibile a tutti, memorizzabile. Nel suo genere rimane un capolavoro insuperabile. Complimenti a chi l’ha compilato. Io lo utilizzo anche per scrivere i miei libri. Tuttavia un Catechismo quello come quello della Chiesa cattolica del 1992 era necessario per offrire una sintesi ragionata della fede cristiana. In esso confluisce il lavoro straordinario che ha preparato il Concilio Vaticano II, è un testo che traccia i confini della fede in un momento di smarrimento dottrinale. Tutte le 60 Radio Maria del mondo lo devono utilizzare sistematicamente e tenerlo come criterio di ortodossia che tutti devono rispettare. Io lo renderei obbligatorio in tutti i seminari. A partire dal Catechismo della Chiesa cattolica possono essere redatti vari altri catechismi, a seconda delle culture, dell’età, dei livelli intellettuali... Qui occorre molta creatività. A mio parere è necessario mettere nelle mani dei genitori qualcosa di pratico per educare i figli alla fede. La parrocchia non basta. Ci vuole la famiglia che educhi alla fede e alla preghiera fin dai primi vagiti.

C’è chi sostiene però che il vero “libro della fede” è il Vangelo, e solo quello. Qualcun altro ritiene che il più efficace catechismo sia la testimonianza di chi crede e pratica la fede. In sostanza – nelle obiezioni degli uni e degli altri – sembra di scorgere una certa diffidenza per le sottigliezze un po’ intellettuali che trasformano il cristianesimo in una dottrina fredda e lontana: proprio un difetto che potremmo vedere nelle pagine del catechismo...
Il cristianesimo è la persona viva di Gesù Cristo risorto. La fede è un incontro con lui, dal quale la vita di ognuno esce radicalmente cambiata. Gesù è la via, la verità, la vita. È il Signore, il Salvatore, il fratello, l’amico. Gesù è colui senza il quale non si può vivere. A mio avviso tutte le forme di catechesi devono essere orientate a favorire questo incontro. Se uno ha Gesù nel cuore, trova le parole. Chi non ce l’ha finisce per sciupare anche il Vangelo che ha in mano.

In passato il catechismo era uno e uno solo: quello a domande e risposte (da imparare a memoria!) di san Pio X. Oggi invece di catechismi ce ne sono parecchi, forse troppi: da quello “universale” al più recente “Compendio”, a quelli per la catechesi dei bambini, al nuovissimo “Youcat" destinato ai giovani. Quali sono pregi e difetti dell’impostazione di ieri e di quella odierna?
Il Catechismo della Chiesa cattolica è una fonte di sana dottrina e di spiritualità a cui ogni forma di catechesi dovrebbe attingere. Posta questa premessa, mi sembra utile lasciare spazio all’inventiva delle persone, dei gruppi e dei movimenti, perché si sente il bisogno di trovare le parole e gli accenti per entrare nel cuore della gente.

Nonostante tante riscritture e tentativi di “modernizzare” il catechismo, comunque, resta difficile trasmettere i contenuti della fede, sia agli adulti che ai bambini. Come mai? Che cosa rimane da fare, a suo parere, quali proposte o idee lei avrebbe per ottenere lo scopo?
Il vero problema è un’esposizione “esistenziale” della fede; la fede cioè dev’essere la risposta di luce e di speranza agli interrogativi fondamentali della vita: chi sono? Da dove vengo? Dove vado? Perché il dolore, il male e la morte? Che cosa c’è dopo la morte? Solo la parola di Dio e la persona di Gesù Cristo rispondono a questi interrogativi insopprimibili. Se la fede è la risposta alle domande sul senso della vita, allora accade che i camionisti intervengano in diretta. Come avviene nelle trasmissioni di Radio Maria.