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Martinez restituisce a Martini lo schiaffo poco carismatico

Lo schiaffo ricevuto pochi giorni fa dal cardinale Carlo Maria Martini ha fatto parecchio male a Rinnovamento nello Spirito, il movimento che raggruppa centinaia di migliaia di carismatici cattolici italiani.

L’arcivescovo emerito di Milano, nel rispondere a una lettera sul “Corriere della Sera” di domenica 30 ottobre, dopo aver ricordato di essere stato uno dei promotori del movimento in Italia e in Europa, aveva detto di essersene allontanato “amareggiato” per il diniego di una preghiera comune da lui richiesta.

E aveva concluso che “quando nei movimenti prevalgono le dinamiche del potere e del profitto la Grazia può andare perduta e la Chiesa invece di arricchirsi di nuova energia spirituale, sperimenta emorragie debilitanti”.

Questa che segue è la replica del presidente nazionale di Rinnovamento nello Spirito, Salvatore Martinez, apparsa sul “Corriere della Sera” di sabato 5 novembre.

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LA CHIESA, LA SAPIENZA E IL SERVIZIO

In riferimento a quanto scritto sul “Corriere della Sera” dello scorso 30 ottobre nella rubrica “Lettere al cardinal Martini”, ci preme precisare quanto segue.

La stessa sapienza biblica del cardinale Martini, che per anni è stato vicino al Rinnovamento nello Spirito, ci insegna che non si può giudicare una storia quarantennale sulla scorta di un singolo episodio, di cui peraltro nulla sappiamo e che ci risulta del tutto generico.

In effetti, parlando di “potere” e di “profitto”, il cardinale Martini non poteva certamente riferirsi alla realtà del nostro movimento, che da molti anni serve la Chiesa, e che è lontano da ogni concezione di potere e totalmente estraneo a situazioni di profitto.

Il Rinnovamento nello Spirito è infatti radicato, per scelta, e riteniamo, per volontà di Dio, in una condizione di reale povertà, senza aiuti di banche o di istituti esterni e vive della Provvidenza che si concreta nei fratelli e nelle sorelle che liberamente aderiscono al movimento.

Il nostro movimento non è perfetto; di questo siamo consapevoli e ci sforziamo ogni giorno di migliorare. Non sentiamo, però, di essere per la Chiesa causa di “emorragie debilitanti”, anzi, in un servizio discreto e nascosto, il nostro cammino è fonte di conversione per tanti fratelli, lontano dal clamore della stampa e dai mass media.

Salvatore Martinez