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Meeting, un percorso che ha a cuore l'uomo

Quanti Meeting di Rimini esistono? Trentadue nella successione del tempo, avendo preso avvio – significativamente – a un anno dall’inizio del pontificato di Giovanni Paolo II. Ma ogni volta il Meeting di Rimini, chiusosi sabato scorso, presenta una così vasta gamma di iniziative, che ciascun visitatore ne può saggiare solo una piccola parte, ritagliandosi un suo personale catalogo. I padiglioni della Fiera sono immensi, le cose da vedere e da sentire, innumerevoli.

Si inizia alle 11 del mattino, per sette mattine, con quattro-cinque incontri ‘parlati’ in contemporanea; la scansione degli incontri viene ripresa alle 15, alle 17, alle 19. Scienza, società, salute, religione, letteratura, economia, politica, libri, lavoro, scuola, educazione, storie… E’ una scoperta di personaggi interessanti, scovati in tutto il mondo tra i più esperti e famosi ma spesso sorprendentemente nuovi. In parallelo, una serie di mostre che non presentano soltanto pannelli da vedere e leggere per conto proprio, ma si aprono in sale di visione, istallazioni di opere, letture e drammatizzazioni, documenti e reperti, con guide più o meno giovani che accompagnano i visitatori per un tempo che varia dai tre quarti d’ora all’ora e mezza; oltre al tempo di attesa prima di entrare negli spazi delle mostre, a causa del numero altissimo di visitatori.

Tutta la Fiera è attraversata da proposte. All’ingresso trovi subito il programma e la mappa e chi ti consegna la copia di giornata del Quotidiano Meeting, fatto in casa giorno per giorno, insieme con il quotidiano Avvenire. Ti vedi circondato da stand di associazioni, gruppi, organizzazioni di tutti i tipi, che presentano proposte o propongono prodotti. E’ un pezzo significativo di universo, una raccolta di quello che il mondo religioso, economico, sociale produce; si viene a conoscenza di tante realtà e si ha modo di intrattenersi con protagonisti e responsabili, che presentano un’esperienza, un libro, un’iniziativa, introducendo in problematiche vive e aggiornate. Ci sono gli spazi per la ristorazione, per il gioco e per lo sport, per i bambini e per i ragazzi, oltre alle proposte teatrali e agli avvenimenti che si svolgono al di fuori dell’area fieristica, come la mostra sulle Madonne d’Abruzzo ai musei comunali, e tante iniziative sportive.

Che cosa permette a tutta questa congerie di proposte di non ridursi a un’accozzaglia di cose sparse e generiche? Il Meeting si svolge attorno a un percorso di ricerca che affiora e viene a delinearsi dentro ogni proposta. Il tema di quest’anno – E l’esistenza diventa un’immensa certezza – non è uno slogan, ma un cammino in progressione che si sviluppa e si compie partecipando agli avvenimenti e incontrando le persone.

Ed è soprattutto la presenza delle persone – organizzatori, relatori, protagonisti, volontari, visitatori – a determinare il volto e il cuore del Meeting di Rimini. Esiste un popolo di uomini, proveniente dall’Italia, dai cinque continenti e da tutte le età della vita, che prende interesse a domande vere, ricerche appassionate, risposte da verificare, percorrendo la vastità e la profondità di tutti gli interessi umani e dell’interesse più vero che c’entra con il nostro destino. E’ un faro che illumina la notte - come suggerisce il manifesto di quest’anno - invoglia a intraprendere con nuova audacia il viaggio della vita, certi del dono che ciascuno è per se stesso e per gli altri.

L’esistenza diventa un’immensa certezza e spalanca a riconoscere che “la natura dell’uomo è rapporto con l’infinito”. Come anticipa il titolo del Meeting del prossimo anno.