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Merkel e Sarkozy in fuga

Declassando nove Paesi dell’Eurozona, i maggiori tra i quali sono l’Italia e la Francia, l’agenzia americana di rating, ossia di classificazione, Standard & Poor’s ha tirato un altro sasso nel già abbastanza agitato stagno della finanza pubblica europea. Il nostro Paese è sceso da A+ a BBB+, e la Francia da tre a due A. Nella sostanza il colpo così subito dalla Francia di Sarkozy è però più forte di quello subito dall’Italia, tenuto conto del ruolo di…vice-cancelliere europeo che il presidente francese ha preteso di fare negli ultimi mesi. D’altra parte anche la Germania di Angela Merkel, pur avendo conservato le sue tre A, non è poi così in buona salute come ama credere e far credere.

In una situazione nella quale le opinioni stanno sostituendo i fatti conviene, almeno ogni tanto, fare lo sforzo di risalire la china. Proviamo questa volta a farlo con riguardo ad Angela Merkel e a Nicolas Sarkozy, i due “mattatori” che attualmente spopolano sulla scena europea cercando di decidere per conto loro a ogni piè sospinto e ponendosi come le due colonne portanti della casa comune europea.

Sarkozy va alle elezioni tra meno di quattro mesi con il forte rischio di non venire rieletto. Da alcuni sondaggi risulta che due francesi su tre al momento non intendano votarlo. Poi magari riuscirà a riguadagnare, anche perché il candidato socialista alle presidenziali piace poco anche lui, ma comunque le sue prospettive non sono esaltanti.

In Germania le elezioni politiche sono in calendario per il settembre 2013, e Angela Merkel ha già annunciato che si candiderà per un terzo mandato, ma da due anni a questa parte i partiti della sua maggioranza hanno perso tutte le elezioni comunali e regionali che hanno avuto luogo. I sondaggi più recenti danno la CDU-CSU, il partito di Angela Merkel, al 30 per cento, e gli alleati liberali rovinosamente al 3 per cento. Il centro-destra avrebbe soltanto dunque il 33 per cento dei voti mentre i Verdi sono nientemeno che al 28 e i socialdemocratici al 23 per cento. I L?nder stanno passando all’opposizione uno dopo l’altro. La CDU-CSU ha perso persino l’importante Baden-W?rttemberg, che governava da sessant’anni. Tenuto conto che il Bundesrat, il Senato tedesco, è una camera di revisione costituita da rappresentanti dei governi dei vari L?nder, non è impossibile che si arrivi alla crisi del governo federale e quindi alle elezioni anticipate prima della scadenza naturale della legislatura nel 2013.

Quando dunque Merkel e Sarkozy a testa bassa piombano al galoppo sulla scena europea, visti dalla nostra parte sembra che stiano caricando verso di noi, ma visti dall’interno dei loro Paesi l’effetto è tutt’altro: più che all’attacco sembrano in fuga dai forconi che brandiscono i loro elettori.

La loro insomma non è una cavalcata vittoriosa. Assomiglia molto di più a “L’ultima disperata carica del Savoia Cavalleria a Novara”, il celebre, patetico quadro che un tempo era una presenza di rigore nei libri di storia per la scuola media. Questo non significa che le cose siano perciò più facili dato che resistere a chi è in ritirata talvolta è non meno difficile che resistere a chi sta andando all’attacco.

Ciò fermo restando, nella misura in cui ne tenesse conto il governo Monti avrebbe in sede europea qualche carta in più da giocare oltre a quella del bravo scolaro che avendo fatto diligentemente i compiti (nella misura del possibile) si attende un premio da papà e mamma.