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Missione in India

Esistono luoghi nel mondo dove la Missione è davvero Missione, dove si adempie la reale volontà di Dio. Fra questi luoghi c’è sicuramente la Missione in India delle Suore Consolatrici del Sacro Cuore. Il 15 agosto scorso, festa di Maria Santissima Assunta in Cielo, compatrona dell’Istituto religioso che ha la sua Casa Madre a Vigne di Narni (TR), si è svolta la benedizione di una nuova ala dell’imponente edificio che si trova a Tirunelveli, Stato federato del Tamil Nadu.

La solenne benedizione è venuta dalle mani del Superiore ecclesiastico delle Suore Consolatrici, Padre Emanuele du Chalard FSSPX, che da anni segue l’Istituto con paterna sollecitudine. All’evento erano presenti tre Suore rappresentanti della Comunità di Vigne: Suor Maria Rita, Suor Maria Luisa, Suor Maria Filomena.

Il complesso dell’edificio attualmente comprende due ali e cinque giardini interni:

la casa delle Suore;
in un’ala al piano terreno si trovano le persone anziane e disabili con il refettorio e al primo piano le camerette delle bambine, la sala di studio ed una sala ludica;
in un’altra ala al piano terreno si trovano il refettorio delle bambine, la cucina, le dispense.
Provvisoriamente la cappella è situata in un grande locale del piano terra, tuttavia si sta già progettando l’edificazione della Chiesa, che sarà bella per rendere onore e grazie al Signore, Padrone della Missione e che sostiene quest’opera con la Fede, la Speranza e la Carità delle Suore, impegnate giorno e notte a sovvenire a tutte le necessità degli ospiti.

La Missione sorse a Tirunelveli il 18 gennaio 2006 per volontà di Suor Maria Immacolata. Originaria dell’India, il padre medico la invitò a prendere la laurea in ingegneria informatica negli Stati Uniti, dove trovò un’ottima collocazione lavorativa. Vedendo la netta discrepanza fra la vita americana e quella della sua gente decise, dopo pochi anni, di tornare in patria per realizzare un grande sogno: soccorrere i poveri. Fu così che a fianco di una parrocchia affittò una casa per accogliere bambini ed anziani: era il 1° ottobre del 2000. Un giorno un suo cugino le parlò di certi sacerdoti cattolici, appartenenti alla Fraternità Sacerdotale San Pio X e del Santo Sacrificio da loro celebrato inVetus Ordo e le venne proposto di assistervi. Al termine, molto colpita, disse: «Questa è la vera Santa Messa!». Alcuni mesi dopo praticò gli esercizi spirituali di Sant’Ignazio di Loyola, guidati dai sacerdoti della stessa Fraternità e prese una decisione: avrebbe affiancato la sua opera (aveva già una trentina di persone sotto la sua tutela) al Priorato di Tirunelveli, a 900 chilometri dalla sua residenza (i primi tempi, per raggiungere la cappella della Fraternità dove si celebrava la Messa, occorrevano 10/12 ore di treno). Andò prima in Francia e poi in Italia e stabilì un legame spirituale con le Suore Consolatrici del Sacro Cuore di Vigne di Narni, dove entrò come novizia e dove pronunciò la professione religiosa. Rimase in una casa in affitto dal gennaio 2006 al gennaio 2009, poi in un’altra fino al marzo del 2010 per passare nella nuova, propria e definitiva casa nell’aprile del 2010.

Il Priorato della Fraternità Sacerdotale San Pio X, dove sono ospitati 21 bambini, si trova a dieci minuti dalla Missione, nella quale l’orfanotrofio femminile ospita attualmente 33 ragazze. Qui giungono periodicamente volontarie dall’Europa, dagli Stati Uniti, dall’Australia. Sono insegnanti che collaborano con la Missione che si fermano, a seconda dei casi, da 6 mesi ad un anno.

In India sono diffuse una quarantina di lingue, a Tirunelveli si parla il Tamil, lingua dravidica meridionale parlata anche in Sri Lanka, a Singapore e in altri territori che si affacciano sull’Oceano Indiano. Tuttavia la lingua maggiormente utilizzata nella Missione è l’inglese, in particolare nella Scuola, che venne aperta nel giugno del 2006 e che è suddivisa in un ciclo di dieci anni. Ora i frequentanti sono 22 bambine e 18 bambini.

I giovani ospiti del Priorato e della Missione delle Suore vanno dai 4 ai 20 anni. Appena si entra in questi ambienti si notano ordine e pulizia interna ed esterna alla persona. Tutti ben vestiti, tutti con il sorriso aperto e sincero: si sentono amati e protetti. Essi vengono educati e formati nella cattolicità più gioiosa: ogni giorno si dicono le preghiere del mattino e della sera, si recita il Santo Rosario e prima di entrare in classe assistono alla Santa Messa. I Sacramenti sono il sostegno più grande e la giornata, trascorsa nella Grazia, diventa una melodia, seppure non manchino le preoccupazioni e le occupazioni.

La vita è disagevole da queste parti. Tutto è molto faticoso, anche le condizioni atmosferiche. Si arriva anche a 40 e più gradi di temperatura, l’umidità è molto pesante e il vento molto forte: trascina con sé una gran quantità di polvere e di insetti, pertanto è necessario pulire i locali anche tre volte al giorno… Nonostante tutto le Suore, coadiuvate dalle volontarie, non si demoralizzano perché vivono nell’abnegazione.

«Non si lamentano mai», testimonia Padre Emanuele du Chalard, «sono ammirevoli, così come lo sono i Sacerdoti del Priorato, che assicurano la Santa Messa alle Suore e offrono la loro assistenza spirituale a tutta la Missione», ma anche in altri centri: per esempio, una volta la settimana, per celebrare il Santo Sacrificio nella città di Madras, affrontano, fra andata e ritorno, 20 ore di viaggio…

Prosegue Padre Emanuele: «Suor Maria Immacolata è davvero Madre delle orfanelle, infatti queste ragazze rimangono legate alla Missione anche quando si sposano. In India è uso tradizionale che i matrimoni vengano combinati dai genitori ed ecco che la Madre Superiora si interessa scrupolosamente delle sue figlie per trovare bravi ragazzi che diventino bravi padri di famiglia».

È consuetudine indiana che quando una sposa diventa mamma ella ritorni in seno alla famiglia ed ecco che le figlie della Missione tornano, per i primi tempi, in questa casa dove sono cresciute e dove continuano ad essere amate. Resta così forte il legame che sono stati acquistati dei terreni nei pressi della Missione stessa perché, fra i prossimi progetti da realizzare, c’è quello di edificare delle casette dove potranno vivere le famiglie e dove troveranno luogo delle officine per i giovani che hanno ricevuto la formazione professionale, garantita dal Priorato.

Quale clima si respira intorno alla Missione?

Risponde Padre Emanuele: «Un clima fortemente pagano. Gli Indu sono la maggioranza; inoltre c’è una presenza musulmana, infatti si sentono sempre gli echi del Muezzin provenire dal minareto della Moschea.  I cattolici sono la minoranza, benché le radici cristiane siano antichissime. Questa zona a Sud dell’India venne attraversata dall’Apostolo San Tommaso, ma anche da San Francesco Saverio; rimangono a tutt’oggi preziose testimonianze del loro passaggio. Inoltre si trovano chiese e santuari che dimostrano la cattolicità proseguita nel corso dei secoli».

Tutta la costa sud della penisola indiana fu percorsa da San Francesco Saverio, il quale, studente a Parigi, conobbe sant’Ignazio di Loyola e fece parte del nucleo di fondazione della Compagnia di Gesù. A partire da allora, la sua vita divenne un ininterrotto peregrinare per terre, mari e isole lontane, allargando, senza mai cessare, le frontiere del Regno di Cristo. In una lettera del gennaio 1544, egli diceva ai suoi confratelli: «Tanta è la moltitudine di quelli che si convertono alla fede di Cristo in questa terra che sto percorrendo, che molte volte mi succede di avere le braccia stanche per il tanto battezzare (…). Ci sono giorni in cui battezzo tutto un villaggio». Un anno più tardi, riferiva di nuove meraviglie operate da Dio in quelle zone: «Notizie da queste parti dell’India: vi faccio sapere che Dio nostro Signore ha spinto molti, di un regno per il quale sto andando, a diventare cristiani, di modo che in un mese ho battezzato più di diecimila persone. (…) dopo averli battezzati, faccio demolire le case dove custodivano i loro idoli e ordino che rompano le statue degli idoli in piccoli pezzi. Dopo che ho finito di fare questo in un luogo, mi dirigo in un altro, ed in questo modo vado di luogo in luogo a convertire al cristianesimo».

Racconta Padre Emanuele: «sulla spiaggia che si affaccia sull’Oceano Indiano, a circa un’ora dalla Missione, si trova una cappella dedicata al Santo missionario gesuita e, accanto, c’è un misterioso pozzo d’acqua dolce, seppure sia a cinque metri dal mare…».

La Missione contribuisce all’evangelizzazione?

«In India la situazione è molto delicata per la minoranza cattolica, in alcuni luoghi i cristiani vengono perseguitati, pensiamo alla regione orientale dell’Orissa. Certamente la Missione di Tirunelveli, molto considerata e stimata dalle autorità locali, è importante per portare anime a Dio. Di tanto in tanto giungono dei controlli governativi per verificare l’andamento interno del Centro e i funzionari ogni volta se ne vanno soddisfatti: prova degli accertamenti positivi è che richiedono loro stessi l’inserimento nelle nostre strutture di nuovi ospiti. Capita, inoltre, che la stessa polizia indiana ponga delle domande alle orfanelle per sapere se si trovano bene nella Missione ed esse esternano in modo colorito tutta la loro soddisfazione anche per la paura di dover lasciare la loro amata casa. Qui si vive come in una grande famiglia».

Fra le ospiti ci sono persone delle quali non si conosce neppure l’identità: né nome, né età, né luogo di provenienza. Eppure, vivendo in un contesto simile, la persona, inizialmente “selvaggia”, migliora e si civilizza.

Il grande Missionario e Vescovo Monsignor Marcel Lefebvre, che Lei ebbe modo di stare al suo fianco e che operò prodigi evangelici e di civilizzazione in Africa, che cosa direbbe della Missione di Tirunelveli?

«Quando Monsignore festeggiò il suo Giubileo sacerdotale disse, riferendosi proprio al Continente nero, nell’omelia che tenne a Parigi il 23 settembre 1979: “E là ho visto, sì, ho visto ciò che poteva la grazia della Santa Messa nelle anime di certi nostri catechisti. Queste anime pagane, trasformate dalla grazia del battesimo, dell’assistenza alla Messa e della santa Eucaristia, comprendevano il mistero  della Croce e s’univano  a Nostro Signore Gesù Cristo (…). Ho potuto vedere villaggi di pagani divenuti cristiani trasformati non solo spiritualmente, ma anche fisicamente, socialmente, economicamente….”. Ebbene, posso confermare che la stessa cosa accade in India: sono circa sette anni che io vado a visitare la Missione indiana e le persone ogni anno che le incontro migliorano sempre più. È sorprendente».

Com’è l’atteggiamento tenuto dalle bambine e dalle ragazze alla Santa Messa di sempre?

«Ottimo. Sono molto composte e molto attente. Interessante rilevare che, al termine della Messa e dopo il ringraziamento, alcune restano ancora in cappella in preghiera e nel raccoglimento. C’è anche un pregevole coro che le suore hanno formato, così queste giovani si sono accostate al canto gregoriano e alla polifonia ed oggi i risultati sono eccellenti».

Tre sono le suore che operano nella Missione, oltre alla fondatrice e Superiora, le indiane Suor Maria Celina e Suor Maria Teresa. Ma le vocazioni sono in crescita: il 7 ottobre prossimo ci sarà una vestizione e le prepostulanti sono due. Il priore di Tirunelveli è il francese padre Beaublat, mentre la Scuola del Priorato è diretta da padre Bruciani, un inglese di origini italiane.

«Questa missione», afferma Padre Emanuele du Chalard, «è un vero miracolo della Provvidenza. Non ci sono alcune sovvenzioni da parte delle autorità civili, tutto arriva dalla Divina Provvidenza. Internet è un ottimo canale informativo che rende possibile la carità per chi rimane sensibilizzato e le offerte giungono da tutto il mondo».

Come fanno le Suore a svolgere tante attività?

«Direi che è un mistero… si occupano di tutto. Sono particolarmente ammirevoli quando si dedicano alle anziane inferme nel letto: occorre lavarle, nutrirle, curarle e la loro pazienza è infinita. Sempre serene e sorridenti».

Diceva Giuseppe Allamano, nipote di san Giuseppe Cafasso, nonché fondatore dei Missionari della Consolata: «Io sorrido quando sento dire che c’è tanto lavoro. Più lavoro c’è e più se ne fa, ma bisogna lavorare con energia, che è la caratteristica del missionario. Un vero missionario deve raddoppiare le forze… In certe occasioni si potrebbe trovare il tempo per moltiplicarsi. Gli uomini che hanno fatto grandi cose si moltiplicavano. Fare le cose bene sì, ma farle “sciolte”… Quando uno è a capo, bisogna che sia più ardimentoso degli altri» è esattamente il ritratto di Suor Maria Immacolata.

A volte le anziane, per il momento 12, vengono raccolte per strada dalla mani pietose delle Suore. Sono sporche e neppure pienamente coscienti: il loro odore è assai sgradevole, ma si rifiutano di fare la doccia, che non hanno mai provato in vita loro; allora vengono lavate dalle Suore stesse, con immensa carità: vedono Cristo in questi poveri corpi abbandonati a se stessi. Suor Maria Immacolata e le sue consorelle sorridono a queste creature infelici, che a poco a poco riprendono a vivere e il loro spirito viene rianimato.

Il Priorato della Fraternità Sacerdotale San Pio X ha avuto un grande beneficio dalla presenza della Missione: le due realtà si sostengono a vicenda ed incrementano i reciproci ospiti e le rispettive strutture. Tre volte l’anno giunge in visita il Superiore del distretto dell’Asia, Padre Daniel Couture, il quale era presente il giorno dell’inaugurazione dei nuovi locali della Missione e alla Messa in Terzo, celebrata da Padre Emanuele du Chalard.

Per chi desidera contribuire all’edificazione di quest’opera, affidata al patrono San Giuseppe, può farlo devolvendo delle offerte sul c/c postale 86360385 e indirizzate alle Consolatrici Sacro Cuore di Gesù ONLUS via Flaminia V. n. 20 – 05035 Vigne di Narni (Terni), specificando nella causale PRO MISSIONE INDIA.

Un altro modo per contribuire alla Missione è l’adozione a distanza. Può essere adottata sia una bambina o ragazza, sia un’ospite anziana: ognuna di loro ha un costo di 30 euro al mese (+ 10 euro per la frequentazione scolastica).

La gratitudine verso i benefattori si concretizza nel ricordo quotidiano nella Santa Messa e tutti i mercoledì nel Santo Rosario. Dicono le Suore Consolatrici: «La carità verso le persone disagiate consola il Cuore di Gesù nei suoi fratelli più disprezzati e nei bambini, da sempre i prediletti del Signore: “Qualunque cosa avete fatto a uno di questi piccoli, l’avrete fatto a me”».

Per ulteriori informazioni: Suore Consolatrici del Sacro Cuore. Tel. e fax: 0744/ 79.61.71. E-mail: consolatrici@gmail.com