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Notizia choc: un cardinale fa l'elogio dell'ortodossia

Scrive il cardinale Biffi nel suo ultimo libro: "Al giorno d'oggi non è più l'eresia, ma la retta dottrina a fare notizia". Ad esempio sulla castità. O su Gesù che non è solo uomo ma Dio Dal suo ritiro sulla collina di Bologna, il cardinale Giacomo Biffi ha consegnato le sue riflessioni a un nuovo libro. Al quale ha dato il titolo "Pecore e pastori". Che così spiega: "Tutti nella Chiesa sono prima di ogni altra cosa appartenenti all’ovile di Cristo. Tutti, dal papa al più recente dei battezzati, possiedono il motivo vero della loro grandezza non tanto nel venire caricati da questo o quel compito nella comunità cristiana, quanto nell’essere parte del 'piccolo gregge'. C'è dunque una sostanziale parità di tutti i credenti, purché davvero credano: solo credendo si entra tra le pecore di Cristo". Come già nei suoi libri precedenti, anche questa volta le vivide parole del cardinale teologo non sono quelle familiari alle scuole di teologia più frequentate, ma attingono direttamente al linguaggio del Vangelo, aperto ai "piccoli" e chiuso ai "sapienti". Il cardinale Biffi sa che l'eresia va di moda. Ma questa è per lui una ragione in più di difendere l'ortodossia: "Talvolta in qualche settore del mondo cattolico si giunge persino a pensare che debba essere la divina Rivelazione ad adattarsi alla mentalità corrente per riuscire credibile, e non piuttosto che si debba convertire la mentalità corrente alla luce che ci è data dall’alto. Eppure si dovrebbe riflettere sul fatto che 'conversione', e non 'adattamento', è parola evangelica". L'adattamento al pensiero corrente – scrive – arriva sino ad annebbiare la divinità di Gesù, ridotto a semplice uomo sia pure di straordinario valore: "Per quanto l’affermazione possa sembrare paradossale, la questione ariana [dal nome di Ario, l'eresiarca condannato dal Concilio di Nicea del 321] è sempre all’ordine del giorno nella vita ecclesiale. I pretesti possono essere tanti: dal desiderio di sentire Cristo più vicino e più uno di noi, al proposito di facilitarne la comprensione esaltandone quasi in modo esclusivo gli aspetti sociali e umanitari. Alla fine l’approdo è sempre quello di togliere al Redentore dell’uomo la sua radicale unicità e di classificarlo tra gli esseri trattabili e addomesticabili. Sotto questo profilo si potrebbe dire che allora il Concilio di Nicea è oggi molto più attuale del Concilio Vaticano II". Sono molte le pagine controcorrente del nuovo libro di Biffi. Qui di seguito è riprodotto il capitolo che riguarda un tema tra i più controversi, quello della castità, affrontato dall'autore in una forma che appare insolita e controcorrente proprio perché fa riferimento diretto alle fonti della dottrina e della morale cristiane: le parole di Gesù nei Vangeli, le lettere di Paolo e gli altri libri delle Scritture.