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Nuove bollette contro chi ha figli

I nuovi meccanismi delle imposte per i consumi domestici di gas e luce contengono dei meccanismi iniqui, che vanno a colpire ancora una volta le famiglie numerose, in quanto viene penalizzato il semplice consumo crescente dell'utente, senza alcun meccanismo di collegamento con il numero effettivo dei membri di quel nucleo familiare.

Ad ogni scaglione di consumo vi è una tassazione sempre maggiore, e così, più figli vivono in una casa, e più aumenta il coefficiente d'imposta. E questo è un fatto gravemente anticostituzionale.
Sarebbe già grave che una famiglia numerosa debba pagare più tasse perché fa più figli (più consuma e più paga). Ma è inammissibile che aumenti per tale famiglia anche l'aliquota del prelievo, come se i bambini non avessero gli stessi diritti rispetto al resto della popolazione, ma debbano essere tassati in misura maggiore.

Facciamo qualche esempio. GAS: l’imposizione fiscale, stabilita dal Ministero dell’Economia e delle Finanze e dalle Regioni, incide sulla formazione del prezzo del metano ai clienti finali attraverso le seguenti voci:
- Imposte di consumo (ACCISA), che è articolata per scaglioni di consumo;
- Addizionale regionale
- I.V.A, applicata, si badi bene, all’importo complessivo della bolletta (cioè comprensivo di imposta di consumo ed addizionale regionale, nonostante tutte le sentenze della Cassazione che vietano le tasse sulle tasse).

L'attuale sistema di tassazione prevede, per gli usi civili, l’applicazione dell’accisa (Normativa Accise) non più sulla tipologia di utilizzo, ma in scaglioni annuali a “riempimento”, stabilendo queste quattro fasce di consumo per anno solare (esempio per il Nord Italia):
- 1° fascia fino a 120 mc, che paga un'Accisa di 4,4 centesimi di euro per ogni metro cubo;
- 2° fascia da 121 mc a 480 mc, che paga un'Accisa di 17,5 centesimi per ogni metro cubo; 3° fascia da 481 mc a 1560 mc, che paga un'Accisa di 17 centesimi per ogni metro cubo; 4° fascia oltre 1560 mc, che paga un'Accisa di18,6 centesimi per ogni metro cubo;

Quindi, una famiglia numerosa, che scivola certamente in quarta fascia, arriva a essere tassata quattro volte di più del single che rimane in prima fascia. In sostanza non solo deve pagare più tasse per i maggiori consumi, ma deve anche pagarli con un'aliquota di tassazione più di quattro volte superiore.
Lo stesso meccanismo iniquo si verifica con l'IVA, perché le disposizioni ai fini IVA sono “armonizzate” con quelle per le accise. E’ quindi prevista l’applicazione dell’aliquota IVA ridotta (10%) solo sotto i 480 metri cubi annui.(anche in questo caso fa riferimento l’anno solare), tariffa ridotta che una volta spettava a tutti per tipologia d'uso (“gas metano usato come combustibile per usi domestici di cottura cibi e per produzione acqua calda – T1”).

Ora, invece, per i consumi oltre oltre i 480 metri cubi annui, si applica l’aliquota del 21%! E perfino la cosiddetta “quota fissa” (nonché tutti gli oneri accessori) sono soggetti al 21% di IVA!
Per quanto invece riguarda la LUCE, ecco le imposte per i clienti domestici, che vanno aggiunte alle normali tariffe di distribuzione e di vendita dell'energia elettrica, e che incidono sulla formazione del prezzo in bolletta:
- L'IVA, che per le abitazioni è per fortuna del 10%;
- Le ACCISE: sono assenti fino a 150 KW al mese; superato questo consumo vanno aggiunti 2,27 centesimi di euro al Kilowatt. Ma con un meccanismo perverso: più si consuma e più viene gradualmente tolta l'esenzione dai primi 150 KW.