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In Pakistan ucciso un altro cristiano Balochistan, prima ordinazione di un prete

Eventi diversi riaccendono i riflettori sulla condizione dei cristiani del Pakistan. Il 17 aprile, Hyrak Masih, è stato ucciso a colpi di arma da fuoco a Quetta, capoluogo della provincia occidentale del Balochistan. L’uomo è morto poco dopo il ricovero in ospedale.

Ignote le cause dell’omicidio, la cui notizia è stata data solo ieri, mentre le indagini della polizia non hanno finora portato a identificare i responsabili. Le fonti locali dell’agenzia Fides suggeriscono come «con grande probabilità», il fatto di sangue sia da attribuire a «una aggressione di estremisti islamici», in una regione dove prevaricazioni e violenze ai danni di esponenti delle minoranze indù e cristiana sono frequenti e raramente perseguiti.

Nella stessa Quetta, tuttavia, proprio oggi si celebrerà nella cappella della scuola cattolica St. Joseph la prima ordinazione di un sacerdote cattolico in Balochistan. Si tratta di Gulshan Barkat, diacono degli Oblati di Maria Immacolata (Omi). Barkat sarà ordinato dal monsignor Victor Gnanapragasam, che guida il vicariato apostolico di Quetta. La celebrazione ha un forte significato per la missione degli Oblati, iniziata nel 1982, e che si è sviluppata in una comunità di almeno 50mila cattolici. Come testimonia a Fides lo stesso Barkat, la sua ordinazione «intende dare una testimonianza cristiana e promuovere vocazioni sacerdotali e vita religiosa in questa provincia».

A livello nazionale, è invece ancora profonda la commozione dopo i funerali, nella cattedrale del Sacro Cuore di Lahore, nel Punjab, di Cecil Chaudhry, un «eroe per il Paese», un «simbolo per i cristiani» come è stato scritto anche dalla stampa locale. Chaudhry era un personaggio noto per le sue imprese come aviatore nei conflitti del 1965 e del 1971 contro l’India, come attivista sociale e come educatore. Successivamente al pensionamento nel 1986, si era dedicato al servizio alla Chiesa, diventando preside prima del St. Anthony College a Lahore, poi del St. Mary College a Rawalpindi.

Fra i suoi allievi vi è stato Shahbaz Bhatti, il ministro cattolico assassinato lo scorso anno, di cui era stato tra i più influenti consiglieri. Ad unirli, l’opposizione decisa alla legge anti-blasfemia.