Share |

Papa Francesco racconta il suo viaggio in Terra Santa. E parla anche della riforma e degli scandali della Chiesa

Si è concluso ieri il viaggio di tre giorni di papa Francesco in Terra Santa. Di ritorno sull’aereo, il Pontefice ha risposto alle domande dei giornalisti sui più diversi argomenti. Parlando del suo invito ai due presidenti Peres a Abbas a pregare in Vaticano per la pace, Francesco ha specificato che non si tratterà di una mediazione, ma di un vero momento di preghiera: «Io prego tanto il Signore perché questi due dirigenti, questi due governi abbiano il coraggio di andare avanti. Questa è l’unica strada per la pace».
IL CAMMINO DELL’UNITA’. Con il patriarca Bartolomeo «abbiamo parlato dell’unità: ma l’unità si fa nella strada, l’unità è un cammino. Noi non possiamo mai fare l’unità in un congresso di teologia», si tratta di «camminare insieme, pregare insieme, lavorare insieme». «Con Bartolomeo parliamo come fratelli! Ci vogliamo bene, ci raccontiamo difficoltà del nostro governo. E, una cosa di cui abbiamo parlato abbastanza è il problema dell’ecologia. Lui è molto preoccupato: anche io. Abbiamo parlato abbastanza di fare insieme un lavoro congiunto su questo problema».
ECONOMIA E SCARTI. In un «vero» sistema economico, «al centro dev’esserci l’uomo». E «oggi invece c’è l’economia», che genera «questa cultura dello scarto dove non servono i bambini, non servono i vecchi, e adesso non servono più neppure i giovani». E «questo è gravissimo», frutto di un sistema economico «inumano», che «scarta un’intera generazione di giovani», e «per questo nella Evangelii gaudium non ho avuto paura a scrivere: questo sistema economico uccide».
SCANDALO PEDOFILIA. Papa Francesco ha risposto anche a una domanda sugli abusi su minori da parte di preti. È come tradire il Corpo del Signore, «è come fare una Messa nera», ha esemplificato. nelle indagini non ci saranno favoritismi («non ci saranno figli di papà») e «la prossima settimana ci sarà una Messa con sei o otto persone che hanno subito abusi, a Santa Marta, e poi una riunione con loro: io e loro. Su questo si deve andare avanti, avanti: tolleranza zero».
CURIA E IOR. Continua anche la riforma della Curia e Francesco ha detto che non è spaventato dagli scandali («siamo umani, peccatori tutti. E ci saranno»), il problema «è evitare che ci siano in più» e per questo serve «onestà e trasparenza». Per quanto riguarda lo Ior ha ricordato che sono stati chiusi centinaia di conti di persone che non ne avevano diritto. «Lo Ior – ha detto – è per l’aiuto alla Chiesa». Ma parlando dello scandalo che ha coinvolto il cardinale Bertone il Papa è stato molto cauto: «è ancora sotto studio, non è ancora chiaro».
SINODO SULLA FAMIGLIA. Il Papa ha parlato anche del Sinodo sulla famiglia, dicendosi dispiaciuto che ci siano state delle polemiche che hanno ridotto la discussione a una questione casistica sulla Comunione o meno ai divorziati risposati. «L’esposizione preliminare fatta dal cardinale Kasper (durante l’ultimo Concistoro, ndr) era suddivisa in cinque capitoli: quattro sulla famiglia, i suoi problemi, le sfide, gli attacchi, e il quinto sulle situazioni che si creano in queste situazioni di difficoltà, separazioni, divorzi, eccetera. A me – ha aggiunto – non è piaciuto che tante persone, anche preti, hanno detto: “Ah, il Sinodo per dare la comunione ai divorziati”. Noi sappiamo che la famiglia ha tanti problemi, è in crisi, e non vorrei che si cadesse in questa casistica». Come aveva già affermato Benedetto XVI – ha sottolineato – bisogna studiare le procedure di nullità e «chiarire che i divorziati non sono scomunicati» perché «tante volte sono trattati da scomunicati». Riguardo al celibato dei preti ha ribadito che è una regola di vita che apprezza, è «un dono per la Chiesa», ma «non è un dogma» e dunque «sempre c’è la porta aperta», anche perché ci sono già preti cattolici sposati nei riti orientali.
MARTIRI CRISTIANI. Il Pontefice ha parlato dei cristiani perseguitati: «In questo tempo ci sono più martiri che non ai primi tempi della Chiesa. In Asia, ma non solo in Asia, il problema è di tanti Paesi. Oggi ci sono più martiri cristiani che nei primi tempi. Bisogna pregare tanto per questi popoli che soffrono, la Santa Sede si adopera, ma non è facile».
DIMISSIONI PAPA. Gli è stato chiesto se anche altri Papi faranno la scelta di Benedetto XVI di dimettersi. «Io farò quello che il Signore mi dirà di fare», ha risposto. «Pregare, cercare di fare la volontà di Dio. Benedetto XVI non aveva più le forze, e onestamente, da uomo di fede, umile qual è, ha preso questa decisione. Settant’anni fa i vescovi emeriti non esistevano. Cosa succederà con i Papi emeriti? Dobbiamo guardare a Benedetto XVI come a un’istituzione, ha aperto una porta, quella dei Papi emeriti. La porta è aperta, ce ne saranno altri o no, Dio solo lo sa. Io credo che un vescovo di Roma se sente che le forze vanno giù deve farsi le stesse domande che si è fatto Papa Benedetto».

Leggi di Più: Papa Francesco, Terra Santa: intervista sull'aereo | Tempi.it
Follow us: @Tempi_it on Twitter | tempi.it on Facebook