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Rapiti due sacerdoti in Sudan «Un crimine ben pianificato»

​Due sacerdoti sudanesi, Joseph Makwey e Sylvester Mogga, sono stati rapiti in Sudan domenica scorsa da un gruppo di uomini armati. La notizia è trapelata solo ieri e, nonostante ne fosse stata assicurata la liberazione entro due giorni, non si hanno ancora notizie dei religiosi.

«I rapitori avevano promesso di rilasciarli nella serata di martedì, ma finora non lo hanno fatto», hanno confermato ieri all’agenzia Fides fonti dell’arcivescovado nella capitale sudanese Khartum. L’assalto è avvenuto durante la notte nella parrocchia di Santa Josephine Bakhita a Rabak, una cittadina a circa 260 chilometri a Sud della capitale. Le circostanze e le vere motivazioni che stanno dietro il rapimento sono, però, incerte. «I vicini hanno detto di aver visto un camion pieno di persone armate sfondare il cancello della parrocchia», si legge in un comunicato dell’associazione Aiuto alla Chiesa che soffre (Acn) che cita monsignor Daniel Adwok Kur, vescovo ausiliare di Khartum.

«Questo è un sequestro ben pianificato poiché i rapitori dovevano sapere che si trattava di due sacerdoti», ha aggiunto. Sebbene le indagini siano ancora ad uno stadio iniziale, le autorità hanno subito avanzato l’ipotesi che gli assalitori provengano dal Sud Sudan. Il vescovo ha, però, criticato duramente il governo sudanese che si starebbe “lavando le mani” dai numerosi rapimenti nell’area usando la «scusa» che i criminali sono stranieri, quindi «difficili da controllare». Secondo altre fonti, i responsabili sarebbero dei miliziani di etnia Shiluk che ritenevano ci fosse nascosto nella parrocchia un ufficiale dell’Esercito di liberazione del popolo sudanese (Spla), i militari del governo sud-sudanese.

Gli aggressori hanno distrutto la porta della residenza e si sono appropriati di varie cose, tra cui computer e altri oggetti di valore. «Siamo molto preoccupati per loro anche perché, padre Sylvester, è urgente ed ha urgente necessità di medicine», ha aggiunto monsignor Adwok. Gli analisti sostengono comunque che tale episodio sia l’ennesimo esempio delle forti tensioni tra Nord e Sud Sudan. Si teme infatti che i due preti possano essere anche arruolati con la forza da gruppi ribelli per combattere.

Da quando il Sud ha ottenuto l’indipendenza dal Nord, l’anno scorso, le autorità di Khartum sono state accusate da varie organizzazioni per i diritti umani di aver compiuto bombardamenti aerei e violenze contro la popolazione. Gli Stati maggiormente colpiti dai recenti scontri sono il Sud Kordofan, il Nilo Blu e la regione di Abyei, tutte e tre zone di confine ricche di petrolio e oggetto di grande disputa tra i due governi.