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Sangue in Kenya, bombe in due chiese cattoliche: dieci morti e cinquanta feriti

L'ennesimo attacco contro i cristiani. Dieci persone sono state uccise e circa cinquanta risultano ferite in due diversi attacchi compiuti nella cattedrale cattolica centrale di Garissa, città a nord est del Kenya, e in un'altra chiesa vicina.
Secondo quanto rifertio dalle fonti della polizia locale, gli ordigni sono esplosi durante le celebrazioni domenicali, quando le chiese erano gremite di fedeli.

Le chiese sono state attaccate con granate e "si temono diversi morti". A renderlo noto è stato il vicecapo della polizia locale, Philip Ndolo, che non è stato in grado di fornire un bilancio delle vittime.

L’attacco coordinato è stato sferrato da un commando di terroristi che indossavano passamontagna. Il bilancio è ancora provvisorio. Secondo una prima ricostruzione, sconosciuti avrebbero lanciato almeno due granate all’interno della cattedrale, ma solo una sarebbe esplosa, mentre nella chiesa della congregazione Aic, sarebbero stati esplosi anche colpi di arma da fuoco contro i fedeli.

Nessun gruppo ha finora rivendicato la responsabilità della attentato, ma le autorità puntano ancora una volta il dito contro i miliziani somali di al Shabaab. Garissa ospita un’importante base militare da cui le truppe sono state inviate in Somalia a combattere contro le milizie islamiche Shabaab.

"Orrore e preoccupazione", sono questi i sentimenti espressi dal portavoce della Santa Sede, padre Federico Lombardi sugli attentato a Garissa.

"La viltà della violenza nei confronti di persone inermi riunite pacificamente in preghiera è inqualificabile. Oltre ad essere vicini alle vittime, occorre riaffermare e difendere decisamente la libertà religiosa dei cristiani e opporsi ad atti irresponsabili che alimentino l’odio fra le diverse religioni, come pure agire efficacemente per una soluzione stabile dei drammatici problemi della Somalia, che si riflettono nella regione", ha concluso il direttore della Sala Stampa della Santa Sede.