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Se volete sapere perché in Lombardia bisogna votare Maroni, non leggete Repubblica e Corriere, ma questi dati qui

Repubblica e il Corriere della Sera, l’impresa di Carlo De Benedetti e l’azienda dei signori delle cliniche private e dei banchieri, vogliono la Lombardia. E ne hanno ben donde. È l’unica regione che ha ancora 10 milioni di vacche da mungere e un bilancio che non è in rosso come le amministrazioni da Torino in giù.
Per questo, fino all’ultimo minuto, fino a lunedì 25 febbraio, leggerete di tutto sui giornaloni che alla propaganda dei partiti fanno un baffo. Repubblica e Corriere non sono stati capaci di scrivere una sola riga di quanto riportiamo qui in calce. Che è solo un minuscolo sunto di cronaca, semplicemente cronaca, dei risultati di 17 anni di governo Pdl-Lega a guida Roberto Formigoni. Cronaca di cui i giornali autorevoli e nazionali, se fossero davvero autorevoli e al servizio del libero e consapevole voto degli italiani, dovrebbero tenere almeno un po’ in conto.
E invece niente. Dritti a testa a bassa ad onorare le ultime veline dei tribunali. Veline confezionate per l’occasione e per portare al Pirellone il candidato delle sinistre che non ha alcuna esperienza di amministrazione pubblica. Ma che, in compenso, ha buone relazioni nei tribunali. E ha fatto il membro del consiglio di amministrazione del Corriere. È da mesi che vanno avanti così.
E adesso scrivono che se vince il centrodestra «c’è il rischio della Repubblica di Salò». Scrivono che se in Lombardia diventa Governatore l’unico ministro dell’Interno che ha ottenuto grandi risultati nella lotta alla criminalità organizzata – Bobo Maroni, quello che davvero ha fatto male alle mafie sequestrando più beni e arrestando più delinquenti di quelli che hanno sequestrato e arrestato tutti gli altri ministri e governi – finisce l’unità d’Italia. Stanno sparando a palle incatenate le dichiarazioni di un giudice della Corti dei Conti che fino a ieri ha scritto meraviglie dell’eccellenza lombarda, ma che adesso, giusto a 48 ore dal voto, definisce la Lombardia una cloaca peggio di Tangentopoli.
Le belle balle rosse sono liberate nell’aria perché i giornali di regime devono fare di tutto per sequestrare il benessere dei lombardi e trasferirlo ai padroni. I padroni che hanno fatto i sistemi campani e senesi, i sistemi romani e pugliesi. I padroni che hanno dissanguato l’Italia e che adesso devono dissanguare l’ultima regione rimasta con i conti a posto, che ripiana il debito a quelle che, come la Campania, fanno fallire le farmacie perché pagano i crediti a milleduecento giorni e che mentre la Lombardia si è fatta un decennio con bilanci in pareggio, loro – Lazio, Campania, Puglia Abruzzo, Molise, Calabria eccetera – sono regioni che si son fatte mediamente dai 500 milioni a 1 miliardo di euro di debiti l’anno, per dieci anni, solo nella sanità.
Miliardi e miliardi ripiananti in parte maggiore dai lombardi ma che oggi, febbraio dell’anno 2013, dopo i 12 miliardi a fondo perduto (una mezza finanziaria versata a 5 regioni!) stanziati dal governo Prodi nel 2007, non hanno salvato dal baratro in cui affogano, appunto, regioni come la Campania, il Lazio, la Puglia, l’Abruzzo, il Molise, la Calabria.
E allora, Lombardia come la Repubblica di Salò? Lombardia egoista e isolazionista contro il resto d’Italia? Ma se la Lombardia ha finanziato e finanzia da sola ben il 55 per cento del Fondo Perequativo nazionale che ai sensi dell’articolo 119 comma 3 della Costituzione ha la finalità di integrare le risorse finanziarie delle Regioni con minore capacità fiscale!
Perciò, cari lombardi, adesso c’è una sola cosa da fare: ciascuno di voi porti almeno dieci voti al candidato Governatore Bobo Maroni. E se non siete ancora convinti di dare il voto al leader della coalizione Pdl-Lega che si presenta come un “continuatore” e “migliorista” delle amministrazioni Formigoni, prima di votare fate ancora in tempo a informarvi.
Fate le debite ricerche, cari elettori, e una bella rassegna stampa online dei dati lombardi. Digitate “Lombardia” e andate sui siti di economia indipendenti. Andate su Ocse e Istat. Ma anche negli archivi del Sole 24 Ore, Italia Oggi, Milano Finanza, Financial Times, Wall Street Journal. E poi bussate all’Autorità italiana per le Garanzie nelle comunicazioni (AGCOM) e chiedete una dirimente passerella televisiva, in prima serata, per presentare i dati che avete raccolto voi e quelli che in questi mesi di campagna elettorale anticipata hanno sbianchettato i corrieri della sera e le repubbliche.
Bussate e chiedete. State sicuri che nessuno vi aprirà. E nessuno vi darà risposta. Perché al cuore dello Stato mangione vi vogliono schiavi della disinformazione. E perciò vi vogliono al voto pieni di rabbia, emotività, superficialità. Solo in questo modo, in questa confusione, rabbia, emozione, potrebbe vincere chi vi porterebbe via, lontano, con tante balle rosse e grilline, la continuità e il miglioramento del buon governo di Lombardia garantiti dalla squadra dell’ex ministro dell’Interno Bobo Maroni.
Ed ecco, qui di seguito, solo alcuni dei dati sulla Lombardia contenuti nel servizio di copertina del numero di Tempi in edicola.
Sanità
Bilancio in equilibrio per undici anni consecutivi, con costi della sanità al 5,4% del Pil contro una media nazionale del 7,2% e più di 750 milioni di euro di crediti vantati nei confronti di altre regioni, i cui pazienti preferiscono venire a curarsi in Lombardia. Esenzione dal ticket per circa la metà della popolazione lombarda. Investimenti in edilizia sanitaria per 4,5 miliardi in dieci anni, 8 nuovi ospedali, 600 interventi o cantieri. Sei istituti di ricerca medica lombardi collocati tra i migliori dieci italiani. Accreditamento e attivazione di 39mila posti letto. Taglio netto agli sprechi in ricoveri inutili, con un calo del 18% in tre anni.
Scuola
Buono scuola per le famiglie e dote scuola, che interessano 300mila studenti dai 6 ai 18 anni, il 30% degli studenti lombardi.
Una riforma della formazione professionale che fa della Lombardia è la regione con il più alto numero di giovani iscritti. Oltre il 20% degli allievi trova occupazione nei sei mesi e il 40% entro un anno.
Con la dote apprendistato la Lombardia offre a tutti i giovani fra i 15 e i 18 anni l’opportunità di essere assunti in azienda con un contratto di apprendistato e al tempo stesso di conseguire un titolo di studio.
Famiglia e Welfare
Fattore Famiglia Lombardo, introdotto in via sperimentale un indicatore migliorativo dell’ISEE che agevola i nuclei familiari con più carichi di cura.
Il migliore ospedale è casa tua: 122mila persone anziane o con disabilità assistite a domicilio.
Asili nidi passati dai 30.000 posti del 2005 a 62.896 di oggi.
3.386 mamme che hanno deciso liberamente di non interrompere la gravidanza aiutate grazie ai contributi del Fondo Nasko.
Dal 2008 contributo economico mensile da 500 euro a 2.500 alle famiglie delle persone affette da Sla e da altre malattie rare.
12 milioni di euro all’anno, dal 2007, come risorse aggiuntive per lunga assistenza.
500 persone in stato vegetativo assistite quotidianamente e, dal 2009, contributo mensile di 500 euro alle famiglie che seguono il malato in casa.
Risorse destinate alla non autosufficienza per oltre 55 milioni nel 2010 e oltre 70 nel 2011.
Istituzione del Tavolo del Terzo Settore.
Approvazione del “Piano per la disabilità” e progetti pilota a sostegno della fragilità.
Aiuti alimentari alle famiglie in difficoltà: 700.000 euro da destinare al Banco Alimentare che, muovendo cibo e derrate per un totale di 20 milioni di euro l’anno, distribuisce alimenti a circa 600 organizzazioni distribuite sul territorio.
Impresa
Interventi anticrisi solo nel 2011 e il 2012.
500 milioni per sostenere la liquidità delle Pmi lombarde grazie a un accordo con la Banca Europea degli Investimenti.
103 milioni di doti per rilanciare il lavoro e l’impresa in regione.
137 milioni di euro per inoccupati e disoccupati solo nel 2011 e 100 milioni di euro di politiche attive per cassintegrati Dal 2009 al 2011 74.000 beneficiari della Dote Lavoro Ammortizzatori Sociali (l’82% ha trovato lavoro) e 12.000 giovani beneficiari della Dote Formazione (fino a 5.000 euro) per formazione post diploma e post laurea.