Share |

Strage al Museo, la rivendicazione dell'Is Farnesina conferma: 4 gli italiani uccisi

Il giorno dopo l'eccidio al Museo Bardo di Tunisi, il Paese è sotto choc per l'attentato jihadista più feroce mai vissuto nella capitale. La grande manifestazione di ieri sera nella capitale non ha cancellato la paura e la preoccupazione per il futuro. Ad inasprire questa sensazione è arrivato nel pomeriggio una presunta rivendicazione del Museo del Bardo. In una registrazione audio diffusa via Twitter e intercettata dal sito di monitoraggio Site, si annuncia che questa è "la prima goccia di pioggia". Nella rivendicazione, lo Stato islamico avrebbe pubblicato i nomi di due degli attentatori, Abu Zakarya al-Tunisi e Abu Anas al-Tunisi, che però non corrispondono a quelli diffusi ieri dalla polizia tunisina.

Nel pomeriggio la Farnesina ha confermato quanto si sospettava già da ore le vittime italiane sono 4. Il personale dell'ambasciata ha potuto infatti entrare all'obitorio dell'ospedale Charles Nicolle e ha riconosciuto le salme di due connazionali che finora risultavano irreperibili. Tredici gli italiani feriti, uno dei quali in condizioni gravi. Il numero ufficiale delle vittime è 23: si tratta di almeno 18 turisti stranieri, 3 tunisini (un agente, un autista di pulman e un'addetta alle pulizie del museo) e due degli attentatori. Ci sono decine di feriti, e alcuni di loro sono in gravi condizioni.

Le due navi da crociera, la Costa Fascinosa e la Msc Splendida, hanno lasciato il porto di Tunisi per rientrare in Italia. I morti italiani sono Francesco Caldara, 64 anni di Novara (sopra), e Orazio Conte, di Torino (sotto). caldara375LapresseFo_45486206.jpgLa moglie, Carolina Bottari, è ricoverata in un ospedale della capitale tunisina, dove è stata sottoposta ad un delicato intervento chirurgico. Le altre due vittime sono le due donne date per disperse già da ieri: Giuseppina Biella, 72 anni, di Meda, in vacanza in Tunisia insieme al marito, e Antonella Sesino, 54, dipendente del Comune di Torino.
conteFFF2015031_45488155.jpgIl vescovo di Novara, monsignor Franco Giulio Brambilla, in una nota (LEGGI) ha scritto che "la storia insegna che la logica della chiusura su se stessi e della vendetta contro la barbarie non ha mai prodotto nulla di buono. Desideriamo invitare tutti a non lasciarsi coinvolgere in un sentimento di odio e rancore indiscriminato, ma a coltivare sentimenti e a porre gesti di pace, soprattutto nelle parole e nei commenti".

A Torino il sindaco Fassino ha indetto due giorni di lutto cittadino, oggi e domani e un minuto di silenzio domani alle 12 in tutto il capoluogo piemontese. Sul municipio e in tutti gli edifici pubblici le bandiere sono a mezz'asta.

"Entro oggi il vescovo di Tunisi, monsignor Ilario Antoniazzi, farà visita ai feriti negli ospedali della città. Da parte nostra esprimiamo vicinanza e solidarietà a tutte le persone colpite da questo atto insensato di violenza. La nostra vicinanza è quella di Papa Francesco". Lo ha affermato monsignor Thomas Yeh Sheng-nan, nunzio apostolico in Algeria e Tunisia.

La Tunisia, che dopo essere stata la culla delle "primavere arabe" si era imposta come modello di stabilità e apertura el mondo arabo, ora stringe i ranghi. Il premier tunisino, Habib Essid, questa mattina all'alba ha condotto una visita di ispezione alle unità delle forze di sicurezza incaricate di controllare Tunisi e il suo perimetro, invitandole a maggior vigilanza per proteggere i cittadini. Il presidente Beji Cadid Essebsi ha detto che il Paese è "in guerra" contro il terrorismo. Dopo che ieri due attentatori del Museo del Bardo sono stati uccisi, Jabeur Khachnaoui e Yassin Laabidi, e tre complici sono stati arrestati, oggi sono stati fermate 9 persone: 4 sarebbero direttamente collegate al massacro, 5 sono sospettati di aver legami con la cellula terroristica. I due assalitori uccisi non erano schedati: quindi non avevano precedenti penali e certamente erano delle nuove reclute dei terroristi. Khachnaoui era sparito da tre mesi e aveva chiamato i genitori con una scheda telefonica irachena. Oggi sono stati arrestati anche il padre e la sorella, una studentessa, nella casa della famiglia, nella regione di Sbitla, centro della Tunisia. È stata convocata per oggi al palazzo presidenziale di Cartagine una riunione del Consiglio di Sicurezza Nazionale tunisino per varare misure urgenti.

Secondo il ministro degli Interni tunisino, che ha partecipato insieme ad altre cariche dello Stato ai funerali del poliziotto ucciso ieri, i terroristi avevano cinture esplosive e armi moderne.

Come dopo l'attacco di Parigi, poche ore dopo l'attentato terroristico di ieri al museo Bardo di Tunisi, la rete si è mobilita e via Twitter è nata la campagna sociale #jesuisBardo. Tante le immagini postate e molti i messaggi di solidarietà e di sostegno al turismo tunisino e l'invito a trascorrere le prossime vacanze in Tunisia, nonostante l'accaduto.