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Tentazione vaticana: Medjugorje come Lourdes

Il cardinale Cristoph Schönborn, arcivescovo di Vienna, personale amico di papa Benedetto XVI, ha passato l’ultimo dell’anno e ha celebrato la messa dell’anno nuovo a Medjugorje. Una notizia significativa, riportata con evidenza da numerosi siti cattolici, in particolare mariani. Non si tratta di un passo ufficiale verso il riconoscimento di autenticità, da parte della Chiesa, delle apparizioni ai veggenti del santuario dedicato alla Madonna, ma il segnale è letto in maniera positiva e incoraggiante per i milioni di fedeli di Medjugorje, sparsi in tutto il mondo, vista l’importanza del cardinale e la sua “vicinanza” alla Santa Sede.
La notizia della visita del cardinale Schönborn è stata diffusa dalla agenzia di notizie Vatican Service News (Vsn), poi rimbalzata su numerosi altri siti, a cominciare da “Portale di bronzo” di Angela Ambrogetti e da quello ufficiale del santuario stesso. Il pellegrinaggio del porporato austriaco si può interpretare, dunque come un omaggio ad un luogo di culto molto venerato dai fedeli.
Del resto, in un testo del maggio del 1998, il porporato austriaco affermava che «il magistero della Chiesa non si dichiara in maniera definitiva se i fenomeni, apparizioni o altri tipi di manifestazioni, sono ancora in corso di attuazione». Dunque, con le apparizioni ancora in corso - come di fatto succede a Medjugorje - non è possibile avere un “pronunciamento” ufficiale. Schönborn ricorda, nello stesso testo, che però «è compito dei pastori incoraggiare ciò che sta nascendo, sostenere i frutti che stanno maturando, proteggerli, se necessario, dai pericoli che sempre e dovunque è possibile trovare». Allora il cardinale non aveva ancora visitato Medjugorje, «ma in un certo senso», scriveva, «posso dire di esserci stato attraverso le persone che conosco, o coloro che ho incontrato, che sono stati a Medjugorje. E, nelle vite di costoro, io vedo dei buoni frutti. Sarei un bugiardo se negassi l'esistenza di questi frutti. Tali frutti sono tangibili, evidenti. E nella nostra diocesi, come in molti altri posti, posso constatare grazie di conversione, grazie di vita o di fede soprannaturale, di vocazioni, di guarigioni, di riscoperta dei Sacramenti, di confessioni. Tali fatti non possono indurre in errore». Per questo motivo, dichiarava sempre Schönborn, «tali frutti mi permettono, come vescovo, di esprimere un giudizio morale. E se, come Gesù ha detto, dobbiamo giudicare un albero dai suoi frutti, mi sento obbligato a dire che quest’albero è buono».
«È senza dubbio un segnale importante, questa visita», spiega Antonio Socci, lo scrittore cattolico che è uno dei massimi esperti e conoscitori del “fenomeno Medjugorje” e che ribadisce come questa notizia non sia assolutamente da mettere in relazione con un riconoscimento ufficiale delle apparizioni. Un segnale che conferma, prima di tutto, secondo Socci, «l’apertura personale del cardinale nei confronti di quanto accade laggiù, soprattutto in termini di conversioni, che sono davvero tantissime e non possono che essere un frutto tangibile di Medjugorje come segno ed esperienza eccezionale». Tutto questo è certo preso in considerazione dal Papa e, seppure l’iniziativa dell’arcivescovo è del tutto personale, non può non assumere una rilevanza particolare, considerando anche la sua vicinanza a Benedetto XVI. Dunque, conclude Socci, «il pellegrinaggio del cardinale può anche essere interpretato come un gesto di distensione, rispetto alle polemiche che hanno circondato il santuario».
In effetti, sin dal 1981, da quando cioè sono cominciate in quel piccolo villaggio dell’Erzegovina le apparizioni mariane a sei ragazzini, sono cominciate anche le polemiche e le contrapposizioni, con il vescovo locale di Mostar, Pavao Zanic, che bollò il fenomeno come “falso”, a cui seguì nel 1991 il giudizio negativo dell’allora Conferenza episcopale jugoslava, giudizio comunque non definitivo (“non constat de supernaturalitate”). E, infine, bisogna ricordare che a capo della Commissione vaticana che dovrà cercare di dire una parola finale sul “fenomeno Medjugorje” è stato messo nientedimeno che il cardinale Camillo Ruini. Altro segnale che non si può sottovalutare.