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Uganda approva la legge che prevede l’ergastolo per i gay. Chi si oppone? La Chiesa

Oggi il presidente dell’Uganda, Yoweri Museveni, ha firmato la legge che prevede l’ergastolo per gli omosessuali. La sua portavoce ha parlato di «passo storico» ma la Chiesa ha criticato con forza questa misura.
«MEGLIO POVERI». Il presidente Museveni ha affermato di essere «determinato a proteggere i valori morali del paese, anche se questo dovesse significare perdere consensi». Il ministro dell’Etica e integrità ha aggiunto: «Non ci interessa perdere il supporto finanziario dei nostri partner commerciali. Gli ugandesi preferiscono morire poveri piuttosto che vivere in un paese immorale».
LA CHIESA SI OPPONE. Il testo era stato approvato dal Parlamento lo scorso dicembre, che era riuscito a far desistere i promotori della legge sulla possibilità di inserire addirittura la pena di morte. La Chiesa cattolica, insieme alle altre confessioni ugandesi, pur ricordando il suo insegnamento in materia di omosessualità, si è opposta alla legge invitando al rispetto della dignità di ogni persona.
In un editoriale a fine gennaio il Southern Cross, settimanale promosso dalla Conferenza episcopale dei vescovi africani del sud che comprende anche quelli ugandesi, chiedeva di «evitare ogni marchio di ingiusta discriminazione» verso gli omosessuali, che devono essere «accolti con rispetto, compassione e delicatezza». Anche in India il vescovo di Mumbai a inizio dicembre ha manifestato la sua contrarietà alla reintroduzione della legge contro i gay.

 

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