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Abbandono alla Misericordia

06/04/2014

Carissimi,

La Parola di oggi, domenica precedente alle Palme, ci aiuta a meditare la Resurrezione di Lazzaro, anticipazione della Resurrezione di Gesù e a riflettere sulla realtà della vita eterna. Quanta gente oggi mette in discussione la vita eterna, a quanti riesce difficile  pensare che questa vita terrena, alla quale sono tenacemente aggrappati sia  solo un passaggio, anche veloce, verso quel Paradiso dove Gesù ci ha meritato un posto. Anche fra i credenti il dubbio sulle realtà dei Novissimi serpeggia..eppure Gesù ce l'ha dimostrato più volte durante la Sua vita come uomo: Sul Tabor nella Trasfigurazione, quando ha resuscitato diversi morti, nella resurrezione di Lazzaro..e nella Sua Resurrezione come Dio e in tutte le innumerevoli apparizioni Sue e di Sua Madre sulla terra. Perchè allora facciamo così fatica a credere nella vita eterna tanto che cerchiamo di non pensarci e viviamo come se tutto finisse con il nostro ultimo respiro.

Lo straordinario miracolo di Gesù che ha resuscitato Lazzaro dopo 4 giorni, è stato voluto perchè nulla potesse essere frainteso e fosse chiara la Potenza di Dio e la Sua Esistenza. Gesù ha fatto passare a Lazzaro il calvario della sofferenza della morte affinchè nessuno potesse dubitare, perchè ciò che a Gesù sta veramente a cuore è la salvezza degli uomini, per questo è venuto e si è fatto immolare e per questo che in questi tempi di tenebra irradia sul mondo la Sua Divina Misericordia. Se osserviamo nella scrittura non si parla molto di Lazzaro ma solo delle sorelle, questo silenzio di Lazzaro ci fa pensare al silenzio di Maria di fronte ai disegni imperscrutabili di Dio. Maria e Marta le sorelle invece, sono angosciate in preda alla loro umanita' e anche la fede che le ha sempre sostenute si è attenuata di fronte alla parola definitiva della morte. E come se dicessero a se stesse: dopo 4 giorni nemmeno Dio può far nulla.

Gesù conosce la loro sofferenza, capisce la fragilità del dolore, e ne ha pena ma non le consola, chiede a loro di avere Fede, perchè l'unica vera consolazione sta nell'essere certi che Dio ti ama e che è tutto nelle Sue mani e non ti lascerà mai solo soprattutto quando soffri. Il pianto di Gesù è per loro per i loro pensieri  e lamenti: "Signore se fossi stato qui.." Quante volte nella vita abbiamo percepito il medesimo sentimento:" Signore dov'eri quando mi è successo questo.." Gesù sapeva quello che stava succedendo a Lazzaro, ma non si mosse, aspettò 4 giorni prima di andare da loro e possiamo immaginare che quei giorni furono tremendi per le sorelle e i famigliari, ma Gesù non cede ad una pietà umana, perchè ciò che è in gioco è molto di più:  la salvezza dell'uomo. Permette questa sofferenza e, quando anche Lui si abbandona al pianto, la vive insieme a loro, ma ciò che preme a Gesù è che siano fortificati nella fede  per questo vuole che vedano la Gloria di Dio e la Sua potenza. 

Non sappiamo come Lazzaro ha vissuto la malattia e la morte, possiamo dedurre dal silenzio nelle scritture, che, questo grande amico di Gesù, abbia vissuto la tragedia della malattia e la morte con totale rassegnazione e  abbandono alla volontà del Padre. Lazzaro probabilmente aspetta Gesù e forse anche spera che arrivi in tempo, ma poi si abbandona alla volontà del Signore nella fiducia totale in Lui. Così come nella Passione Gesù è totalmente unito alla volontà del Padre..  Sr Faustina Kovalska disse: "La mia santità e perfezione consiste in una stretta unione della mia volontà con la volontà di Dio" . Se avessimo veramente fiducia nel Suo amore non dovremmo mai temere e mai avere paura. A Faustina Gesù dice:"Nell'Antico Testamento mandai al Mio popolo i profeti con i fulmini. Oggi mando te a tutta l'umanità con la Mia misericordia. Non voglio punire l'umanità sofferente, ma desidero guarirla e stringerla al Mio Cuore misericordioso (D., p. 522)."  Gesù vuole guarirci nel corpo e nell'anima, vuole per noi una vita di gioia anche nelle inevitabili sofferenze della vita, ha pietà di come siamo disperati soli fragili e in balia delle passioni.  Per questo la grande Misericordia oggi si effonde su tutta l'umanità, il Cuore di Gesù è aperto e pulsa per noi. Lo abbiamo potuto vedere nella speranza che ci ha infuso Giovanni Paolo II, lo possiamo vedere nell'umiltà del vecchio papa Benedetto XVI e adesso lo vediamo nella dolcezza di Papa Francesco. Questi sono i tempi della grande Misericordia. "Si tratta di percorrere una nuova via che prescrive un atteggiamento di fiducia filiale in Dio, che si esprime nell'adempimento della Sua volontà e nell'atteggiamento misericordioso verso il prossimo". Il Padre vuole per noi la felicità già qui sulla terra ma possiamo averla solo se saremo capaci di rifiutare le comode felicità che ci offre il mondo, per lasciar fare a Lui con fiducia piena e questo passo così difficile per noi, che abbiamo bisogno sempre del controllo, ci meriterà una liberazione totale dalle catene della paura e del futuro. Gesù ha promesso: "Quando un'anima si avvicina a Me con fiducia, la riempio di una tale quantità di grazia, che essa non può contenerla in sé e la irradia sulle altre anime."

La prossima settimana vivremo con Gesù la Passione, non lasciamolo solo, accompagnamolo aiutandolo a portare la croce dell'ingratitudine, impegnamoci a staccarci almeno un pò dalle cose del mondo, ritroviamo il dolce suono del silenzio, lasciamo che il nostro cuore e i nostri sensi riposino e si lascino trasportare meditando quanto è grande il Suo Amore e la Sua Misericordia “Desidero che tu conosca più a fondo l’amore di cui arde il Mio Cuore verso le anime e lo comprenderai quando mediterai la Mia Passione. Invoca la Mia Misericordia per i peccatori; desidero la loro salvezza"  Chiediamo la grazia dell'abbandono filiale, e nel sentirci figli saremo sorpresi e sommersi dall'immenso amore paterno. Distogliamo lo sguardo dalle nostre miserie e dai nostri eterni bisogni e andiamogli incontro trascinando con noi tanti fratelli sofferenti e scopriremo la gioia di essere insieme, uniti e parte di una immensa onda d'amore.  La Resurrezione allora entrerà nella nostra vita e ogni giorno sarà nuovo ricco di amore fino all'ultimo quando il Maestro ci chiamerà per nome: " In quell'ultima ora, l'anima non ha nulla in sua difesa, all'infuori della Mia Misericordia. Felice l'anima che durante la vita si è immersa nella sorgente della Misericordia, poiché la giustizia non la raggiungerà."

Venerdi santo inizia la novena a Gesù misericordioso

Buona settimana santa

Elisabetta