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Dove abita Dio?

01/01/2011
DOVE ABITA DIO?


Carissimi,
siamo arrivati alla fine del 2010 quasi stanchi e affaticati e sulle spalle sentiamo tutta la fatica di un anno intero. Dovremmo tutti cercare di fare il bilancio per comprendere il nostro cammino. Dovremo chiederci se in quest’anno siamo cresciuti e maturati nella Fede e nell’Amore, se qualcosa nella nostra vita è cambiato, se abbiamo avuto il coraggio di prendere decisioni scomode o se invece continuiamo a fare le stesse cadute, se siamo aggrappati alle nostre ansie e ossessioni e se la paura ancora ci turba e ci disorienta. Se i timori hanno il sopravvento e ci lasciano depressi o sconfortati, allora dovremo chiederci a che punto siamo in chi dimora il nostro cuore.
Quanto è complicato per l’uomo di oggi abbandonarsi alla Misericordia e alla Provvidenza!
La Regina della Pace nel sorprendente messaggio del 25 novembre dice: “Cari figli, vi guardo e vedo nel vostro cuore la morte senza speranza..”
La tentazione di sempre è quella di generalizzare, di dilatare il concetto per renderlo meno soggettivo e meno pregiudiziale, ciò ci permette di guardare al cuore del mondo evitando di confrontarci con il nostro. La Madonna non parla in modo generico o sommario, Lei è Madre e la Madre guarda al figlio, al suo cuore, ed è preoccupata. Il figlio sono io, io che non mi arrendo al Signore, io che mi ostino a gestire la mia vita secondo il mio pensiero, io che non so soffrire e non so gioire, io che vorrei piegare Dio ai miei bisogni, io che.. non mi basta mai…Eppure abbiamo sperimentato tutti la gioia di essere pellegrini a Medugorje, quella strana pace che scende nei cuori, e quella gioia che non trova un perché, eppure li in quella terra che chiamiamo benedetta non c’è nulla di attraente nulla che ci riempia gli occhi e la giornata, eppure riusciamo a dimenticarci persino del cellulare, del compiuter, della tv e scopriamo di non averne affatto bisogno. Ci accorgiamo che ci da’ gioia ascoltare, che ci piace condividere e comunicare fra noi, ci sentiamo migliori e più disponibili. Ci sorprendiamo ad annusare l’aria per ritrovare fragranze capaci di rievocazioni e respiriamo quasi fosse per la prima volta a pieni polmoni, per trattenere quell’emozione che fa sentire a tutto il nostro essere di essere ritornato a casa.. Perché? Forse che tutto ciò significa sperimentare la vita secondo Dio?
Sicuramente tutti ci rendiamo conto di come tutto sia più semplice quando ci lasciamo prendere per mano dalla Madre e Le permettiamo di condurci e come ci sentiamo improvvisamente più leggeri e più bambini tanto da godere di ogni attimo trascorso insieme o da soli, pregando o contemplando..tutto concorre a renderci felici. Ho assistito pellegrini che stavano soffrendo in un letto e allo stesso tempo erano felici di essere lì, senza paura e preoccupazione.
La pace del cuore si trova solo se si vive con Dio, insieme a Lui, ogni attimo del nostro tempo, se si dividono progetti e sogni, tristezze e speranze, perché Lui come diceva Giussani è l’Altro che ti sta di fronte, presente e attento, Innamorato e desideroso del tuo amore delle tue attenzioni.
A mio avviso il problema non sta solo nel pregare di più o nel frequentare più assiduamente la Chiesa che certamente sono i caposaldi della nostra vita cristiana, ciò che penso sia fondamentale è condividere con Lui tutta la nostra vita, accettare che Gesù e Maria vivano insieme a noi e condizionino il nostro presente. Quel fare la Sua Volontà che tanto ci preoccupa è semplicemente questo.
Ma perché l’uomo non riesce ad accettare e a fidarsi di questa Presenza? Da Shiroki Brieg riceviamo queste parole: “..E' possibile trovare una giustificazione per la pigrizia e la trascuratezza spirituale? Non è facile essere il parrocchiano di Medjugorje. Sono molto dolenti le parole della Madonna, che non scherza dicendo: < NON C'E' PREGHIERA NE' FIDUCIA IN DIO>…” e ancora: “..In un certo modo a questa parrocchia apparteniamo tutti: i suoi parrocchiani come i pellegrini e i seguaci dei messaggi della Madonna. Perché la parrocchia non ha udito la chiamata alla conversione e alla preghiera?..”
Oggi dobbiamo chiederci qual è la nostra parrocchia, a chi facciamo riferimento, quali sono i nostri cardini, per non essere come dice Benedetto XVI :”.. venti di dottrina…. , correnti ideologiche, mode del pensiero... La piccola barca del pensiero di molti cristiani è stata non di rado agitata da queste onde..”.
Come possiamo sapere chi siamo e dove stiamo andando se non sappiamo chi seguire chi ascoltare? “La coscienza, la capacità dell’uomo di riconoscere la verità, gli impone con ciò, al tempo stesso, il dovere di incamminarsi verso la Verità, di cercarla e di sottomettersi ad essa laddove la incontra. Coscienza è capacità di verità e obbedienza nei confronti della Verità, che si mostra all’uomo che cerca col cuore aperto. …".(Newman)

Carissimi, in questi tempi di confusione e di annebbiamento delle coscienze non dimentichiamo il messaggio preoccupato del Papa che evoca un parallelo con il crollo dell’Impero Romano:…«Anche oggi», dice Benedetto XVI, «il mondo con tutte le sue nuove speranze e possibilità è, al tempo stesso, angustiato dall’impressione che il consenso morale si stia dissolvendo» ...tutti «spaventosi segni dei tempi», tempi difficili nei quali vacillano «le basi essenziali e permanenti dell’agire morale» ed è «in pericolo» il consenso di fondo sulla «grande tradizione razionale dell’ethos cristiano». Ma il Papa guarda anzitutto all’interno. Evoca una visione di Sant’Ildegarda di Bingen (XII secolo), “il volto della Chiesa «coperto di polvere» , le scarpe «infangate», il vestito «strappato» per colpa dei sacerdoti, «come lei l’ha visto ed espresso, l’abbiamo vissuto in quest’anno».
La voce del Papa è sommessa ma il tono è solenne, «è in gioco il futuro del mondo», alza lo sguardo a cardinali e monsignori: e ripete quella preghiera di Avvento,«Excita, Domine, potentiam tuam, et veni»

Amici il Papa è la luce che dobbiamo seguire, ascoltare e sostenere. La sua parola è nel Catechismo della Chiesa Cattolica e ogni cristiano dovrebbe averlo in casa e trovare in esso la guida nelle proprie decisioni e uniformare così il suo pensiero ad esso.
Insieme con Benedetto XVI diciamo con il cuore colmo di speranza:
«Ridesta, Signore, la tua potenza e vieni».
Buon 2011 benedetto dal Signore


Elisabetta