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Chi siamo

 «O Sancta Catholica Ecclesia, mater Christianorum verissima, . . . tu templum aeterni regis quod est in unitate: non ruinosum, non discissum: non divisum. Lapides tui lapides vivi, fideles Dei, et iunctura lapidum viventium tuorum caritas est»

(cfr. De Mor. Eccl. 30; in Ps. 44, 32).

CHI SIAMO…chi sono!

Mi chiamo Elisabetta, Betty per chi mi conosce, sono andata a Medugorje la prima volta nel 1987, in macchina con 3 amiche, attratta da un forte richiamo interiore. Sono un’ex femminista, un’ ex comunista, in Italia quelli come me si chiamano orgogliosamente sessantottini… e quanto di peggio si possa immaginare. Mi sono sposata solo civilmente mio marito è tutt’ora un ateo comunista. Mi sono ritrovata in breve separata e con una bambina piccola. Figlia unica di genitori non credenti, entrambi morti prematuramente, non ebbi un’educazione cristiana. Rimasi presto sola ad affrontare il mondo. In breve tempo mi ammalai e persi tutto quanto possedevo, lavoro compreso. Sola, disperata e ammalata mi rivolsi a quel Dio che qualcuno nella mia lontana infanzia mi aveva detto di esistere. Con rabbia urlai dal mio letto di dolore che se esisteva davvero, era un Dio ingiusto, perché non mi aveva dato l’opportunità della Fede, e che lo sfidavo a scendere per farsi conoscere. Trovai presto la risposta nella chiamata, vieni a Medugorje!

All’epoca non sapevo nemmeno in che parte della vecchia Jugoslavia comunista fosse questo paese, ma salii ugualmente in macchina e dopo un viaggio avventuroso con il rischio di venire arrestata, per la mia stupidità di comunista italiana, arrivai al tramonto, stanca e desiderosa di una doccia e di lenzuola pulite. Lo spettacolo che mi si presentò agli occhi era tutt’altro che gradevole, migliaia di persone che dormivano e bivaccavano dappertutto, un immenso campo di zingari, non sapevo che era proprio il giorno dell' Esaltazione della Croce, la più grande festa per i popoli slavi. Spaventata e sentendomi a disagio decisi di ritornare indietro anche perché non c’era posto per dormire e io avevo con me mia figlia di nove anni. Ero proprio sconfortata tanto che pensai di andarmene al più presto, non mi importava nemmeno capire dove fossi, sentivo solo salire la nausea allo stomaco, prodotta dagli odori sgradevoli. Improvvisamente come apparso dal nulla mi si avvicinò uno strano bimbetto biondo che dopo avermi fissato per un po,’ mi chiese in un italiano stentato se volevo dormire,e senza tante storie, prima che avessi la possibilità di rispondere, mi prese per mano e mi portò a pochi metri dalla Chiesa in una casetta in costruzione, alla quale mancavano i pavimenti, ma con i serramenti nuovi di pacca e due camerette linde e pulite con lenzuola fresche di bucato e un bagno che pareva essere appena uscito dal negozio d’ arredamento… mi sembrò un Paradiso. Decisi così di fermarmi per una notte, effettivamente ero troppo stanca per ripartire subito, pensai che comunque me ne sarei andata il mattino seguente. Quella sera dal terrazzo senza ringhiera di quella casa, in un rosso e caldo tramonto sentii delle voci dolcissime che salivano dalla Chiesa, un canto croato che entrava nel cuore. Un’attrazione fortissima mi costrinse ad alzare lo sguardo e scoprii quello che oggi so chiamarsi Krisevac. Allora non sapevo che quel monte che tanto mi affascinava sarebbe diventato per me il simbolo del mio cammino. Nel cuore mi salì il desiderio di andare a porgere un saluto in Chiesa prima di partire, nonostante il disgusto per tutta quella gente sporca che bivaccava fin dentro la Chiesa e nei confessionali...quanto ero dura e fredda, stavo nel mio buio chiusa nel mio orgoglio e credevo di essere migliore di quelle persone, invece il vero fetore emanava dalla mia anima.

Al mattino preparai tutto e scesi fino alla Chiesa e, miracolo non c’era più nessuno, tutto era pulito e lindo. Intorno la Chiesa c’era un’erbetta rigogliosa tagliata di fresco ed ordinata, nell'aria olezzava un profumo di rose e il cinguettio allegro degli uccellini era l’unico rumore. Mi avvicinai ad un gruppetto di ragazzi che seduti sul prato suonavano sottovoce la chitarra con un frate che poi seppi essere p. Slavko, rimasi ad osservare estasiata, la serenità e la gioia che emanavano era qualcosa di sconosciuto per me. Entrai poi in Chiesa e tutto lì sapeva di Dio, profumi d’incenso misti a rose e gigli e un sapore di mistero e sacralità che mi avvolse il cuore e mi ricordo’ la mia infanzia triste, sola in collegio dalle suore... improvvisamente desiderai fermarmi ancora un po’.

Alla sera prima della messa ci fu l’apparizione in Chiesa, i veggenti erano tutti presenti e mentre tutti li fotografavano, cercando di catturare un'immagine soprannaturale che li confermasse nella fede io sentii invece il bisogno di chiudere gli occhi e di ascoltare con il cuore. Un pensiero forte mi salì, dissi al Signore: ”Non voglio guardare.. ti ho chiesto la Fede, solo questo dono voglio da Te, sai che ne ho il diritto e che non ho avuto mai la Grazia di incontrarti, se esisti davvero desidero vederti con gli occhi della Fede!” Quanto è vero il Vangelo, san Paolo dice che: “lo Spirito viene in aiuto alla nostra debolezza, perché nemmeno sappiamo che cosa sia conveniente domandare, ma lo Spirito stesso intercede con insistenza per noi, con gemiti inesprimibili” Rom 8,26." non avrei mai potuto fare una simile richiesta da me stessa, ero sola, senza soldi e senza lavoro con una bambina, la casa rischiavo di perderla e la mia salute se ne stava andando.. Sentii un impulso forte e nel cuore una voce che mi diceva..”Esci vai a confessarti..” corsi fuori e nel prato c’erano file lunghe di persone che aspettavano pazientemente di confessarsi, io non volevo perdere la messa e non potevo aspettare, cercai con lo sguardo e vidi una sagoma nera accovacciata in mezzo al parco, da sola, ne fui attratta, mi avvicinai per capire se era un sacerdote che poteva capire l’italiano: era proprio un sacerdote italiano, miracolosamente solo,forse l’unico. Un pò titubante mi avvicinai, non sapevo cosa fare, l’ultima volta che mi ero confessata avevo 11 anni ed ero scappata dal confessionale a causa di un prete pedofilo, da quella volta non avevo più rivolto la parola a un sacerdote la rabbia era troppo grande lui mi aveva rubato l' anima ed io ero solo una bambina. M'inginocchiai nell'erba e dissi “Sono più di venticinque anni che non mi confesso….il sacerdote allargò le braccia e come un padre mi disse “Ben tornata… adesso c’è grande festa in cielo perché finalmente sei tornata a casa” Quelle parole produssero un effetto incredibile mi senttii sciogliere qualcosa dentro e cominciai a piangere a dirotto, non potevo smettere, mi sembrava che il cuore si spaccasse…balbettavo che avevo fatto cose orribili, ma al sacerdote non sembrava importasse e io non capivo come potesse perdonarmi così facilmente. Rientrai che stava per iniziare la messa mi sentivo leggera ed emozionata, avrei potuto ricevere la comunione! Mi ricordai la mia tristissima prima comunione con l'unica persona di famiglia presente, mia nonna, il vestitino modesto che la mia mamma mi fece con le sue mani, e i vestiti sontuosi delle mie compagne di collegio, i loro sguardi ironici, i loro regali e le loro numerose famiglie...adesso era come se mi riconciliassi come quella piccola bambina infelice, mi sentivo per la prima volta libera e al momento di ricevere la comunione, dall’emozione credetti di svenire. Le mie amiche mi osservavano incuriosite e mia figlia, non capiva perché piangessi, ma io non potevo smettere di piangere.

Avevo promesso che se il Signore mi avesse fatto trovare i soldi per venire a Medugorje avrei fatto 2 giorni di digiuno completo solo acqua e così il giorno dopo salii il Krisevaz, scalza e a digiuno, io che a causa della mia salute molto precaria facevo fatica anche a camminare. La salita fu un'esperienza unica, non pregavo la via crucis, non ne ero capace, e di italiani in quei giorni non ve n'erano, era caldissimo. il sole di mezzogiorno faceva scottare le rocce che all'epoca erano molto aguzze. Mi accorsi che saltellavo di qua e di là e mi sorpresi del mio vigore. Non vedevo l'ora di arrivare in cima come se lì ci fosse la Madonna ad aspettarmi. Quando arrivai percepii un grande benessere, un sollievo incredibille come se Qualcuno mi aspettasse per togliermi i pesi dalle spalle, sentivo una leggerezza che non ricordavo, pensai di essere guarita, oggi so che la via della guarigione dell'anima è lunga e molto sofferta, ma è piena di gioia e speranza, ricca di quell'Amore che ti riempie il cuore e non ti lascia mai sola. Davanti la Croce dissi "sono qui ti ho portato il mio passato, adesso voglio vivere con Te il mio futuro..." Questo fu il mio primo giorno con la Madre, sono passati 7627 giorni a oggi, e la mia vita è trasformata..la Regina della Pace ha preso sul serio le mie parole, si è presa cura di me, e come Madre e Maestra mi ha guidato e insegnato tutto. In questi 21 anni insieme a Lei ho camminato nella via del dolore e in quella dell’Amore. La notte dell’anima mi ha accompagnato per tanto tempo, avevo molto da espiare e purificare. Ho perso gli affetti più importanti, spesso Dio mi ha imposto di scegliere e grazie al sostegno della Madonna sono stata fedele, anche quando da ciò che era rimasto della mia famiglia, mi fu imposto di “ritornare in mè”. Sapevo che non potevano capire e il distacco fu molto doloroso. Ho resistito, e sono stati 13 anni di dolore e malattia, di grande solitudine e abbandono, dove Dio stesso mi faceva compagnia e mi istruiva. Venivo spesso a Medugorje che sentivo come mia casa e portavo con me gli sbandati e i disperati che il Signore mi faceva trovare, e così incominciò uno strano pellegrinaggio, una disperata che accompagnava altri disperati in un viaggio di speranza.. Mi si avvicinavano incuriosite, le persone più lontane da Gesù, atei, comunisti, apostati, spiritisti, praticanti di altre fedi, drogati ecc. e io non avevo risposte se non quelle che io stessa avevo avuto e così li caricavo in macchina e li portavo alla Mamma. Cominciai da subito e sentivo che la guida non ero io, non potevo esserla ero una analfabeta nella Chiesa, ma la Madonna, faceva tutto Lei.

Ero molto ignorante, non sapevo nulla della nostra religione e così presto sentii la chiamata a crescere e incominciai a frequentare, come potei, a causa della malattia, l’istituto di Scienze Religiose che mi permise di diventare catechista. Girai inoltre per quasi tutti i movimenti, cercavo dappertutto il mio posto : Neocatecumenali, Rinnovamento dello Spirito, Focolarini e persino grazie a mia figlia Comunione e Liberazione…ecc. Ero confusa non capivo dove il Signore mi aveva preparato il posto. In un viaggio a Medugorje La Regina della Pace mi affidò a una suora della Provvidenza, sr Margherita, giornalista, scrittrice molto amica di Viska. Fu la mia maestra per 2 anni poi mi lasciò e salì al cielo dal suo Sposo, con lei feci un cammino importante. Mi preparò alla Cresima, mi fece riconciliare con la Chiesa che imparai ad amare. Ancora però non avevo trovato il mio posto.

Ad un certo punto mi trovai senza casa sola e chiesi ospitalità per una settimana a mio cugino che non vedevo da anni e che amavo molto. Era l'unico della mia famiglia che sentivo essere più vicino a me. Avevamo trascorso tante vacanze insieme da piccoli e da grandi avevamo preso strade simili. Tutti due all'università negli anni del '68 tutti due infelici ed arrabbiati. Avevo una grande stima di lui, era un'intellettuale di sinistra molto profondo, mangiatore di libri e la sua opinione per me aveva un gran peso. Da anni pregavo per lui che sapevo essere così lontano da Dio. In contraccambio la sua opinione su di me dopo la mia conversione era tutt'altro che positiva, mi credeva impazzita. Viveva nell' agiatezza e nella bolgia del mondo. Non aveva piacere di ospitarmi e mi disse: “..solo una settimana” non sapeva che cosa Dio aveva in serbo per lui. E nemmeno io sapevo che ero stata mandata li perché lui era disperato e pensava di farla finita. Riuscii a portarlo a Medugorje, proprio lui che era ateo, sapientone di sinistra, divorziato, agnostico, risucchiato in una vita senza speranza. Insomma un perfetto uomo di questi tempi con un passato di sofferenze alle spalle, e con il peso dei fallimenti che a volte è insopportabile. Fu questo il primo di tanti miracoli che ancora oggi vedo: la Madonna lo ha chiamato a lavorare nella vigna del Signore, e oggi è un sacerdote nell’ordine dei Servi di Maria. Grazie Maria, grazie Regina della Pace per aver ottenuto questa immensa Grazia per me e la nostra famiglia, grazie perchè in questo faticoso cammino non hai voluto lasciarmi sola, conservalo nella fede e nell'Amore dagli la forza e il coraggio della Verità, che la sua santità sia seme per la nostra famiglia, che molto ha da farsi perdonare, per noi tutti e per la Chiesa. Rimasi con lui un anno il tempo d'insegnargli ciò che avevo imparato poi me ne andai consegnandolo a sr. Margherita. Dopo poco tempo sr. Margherita ci lasciò appena ebbi conosciuto quello che poi diventò il mio primo direttore spirituale, don Danilo. Da lui imparai che Dio è Amore, proprio quell'amore che io avevo sempre cercato e mendicato. Mi formò alla scuola dell'abbandono totale a Dio, della fiducia nella Provvidenza e nella Chiesa, fu per me l'immagine di Gesù Amore Abbandonato che con il Suo Sguardo di compassione mi aiutava a salire sulla croce e mi abbracciava.

Io ancora cercavo il mio posto, una voce nel mio cuore mi spingeva a servire la parrocchia. Non volevo lavorare nella parrocchia del mio paese, dove mi sentivo osservata e giudicata per il mio passato ateo e trasgressivo e oggi riconosco che era l’orgoglio che parlava in me. Comunque facevano fatica a credere alla mia conversione, e ne avevano sicuramente le ragioni visto che ero conosciuta come "la pasionaria", militavo attivamente nel partito comunista ed ero entrata in Chiesa tre volte in tutto per il funerale dei miei genitori e per il battesimo di mia figlia. Ovviamente erano infastiditi dalla mia presenza, ci volle tanto tempo, pazienza e umiltà per abbattere i pregiudizi che comunque sono sicuramente meno radicati in parrocchia che nella propria famiglia, per la quale ho ancora molto da pregare. Imparai a mortificare l’orgoglio che mi costrinse così a conoscere e vivere l’umiltà. Una brava suora che ancora ho nel cuore, sr. Daniela mi prese per mano ,m'introdusse pazientemente giorno dopo giorno, prima in parrocchia, poi alla Liturgia, e dolcemente mi accompagnò come angelo protettore affinchè prendessi coraggio. Incominciai a fare catechismo con lei mettendo a frutto ciò che avevo imparato al Seminario, con lei frequentai corsi per catechiste e di Biblismo, divenni una catechista apprezzata, preparavo i giovani alla Cresima. Con il tempo divenni anche Ministro della Comunione.

Il mio cuore però era a Medugorje che sentivo come chiamata e così cominciai a intensificare i viaggi dei disperati. A causa della mia salute imparai a prendermi cura di me stessa e attraverso l’esperienza personale conobbi il messaggio del corpo. Aprii una erboristeria con un'amica, che mi servi per conoscere un’ottimaazienda, che si occupa di salute, feci corsi uno dopo l'altro diventai un'esperta in campo nutrizionale e cominciai a collaborare con medici e terapeuti per aiutare i pazienti a recuperare la salute attraverso un percorso alimentare. Imparai che la salute del corpo e della mente nasce dalla salute dell'anima e così alle mie conoscenze alimentari aggiunsi Medugorje, ben presto nei viaggi della Speranza arrivarono pazienti e medici...nonchè colleghi e persino direttori della mia azienda, anch’essi pellegrini in quella terra Benedetta e con l’aiuto di Dio in cammino per ritrovare sé stessi e la pace.

I viaggi che facciamo sono in macchina, così ha voluto Maria, siamo un po’ come dei randagi della fede, a volte siamo anche in 10 macchine, ma queste anime non salirebbero mai in corriere colme di pellegrini oranti. Ciò che è incredibile credere è che la Madonna ha chiamato alla conversione buona parte parte della mia azienda compresi alcuni direttori. Conversioni vere, profonde che hanno cambiato la loro vita fino ad essere dei consacrati di Maria “totus tuus” tanto che recentemente ho sentito una nuova chiamata.. quella di costruire un gruppo di fedelissimi consacrati a Maria il cui nome è Apostoli della Regina della Pace.

Questi apostoli si riuniscono in gruppetti di dodici circa, una volta la settimana per formare un Cenacolo dove Maria è Guida e Maestra. Come gli Apostoli con Maria nel Cenacolo colmi di Spirito Santo hanno iniziato a camminare insieme, guidati e sostenuti dalla Madre di Dio, anche noi camminiamo, sotto la guida della Regina della Pace, illuminati dallo Spirito Santo per vivere ogni giorno il Vangelo e i Messaggi.

Adesso i cenacoli sono sei, situati in Friuli, ogni cenacolo ha un responsabile, adesso in carica sono

  • Rosanna per Portogruaro;
  • Sabrina per Lignano Sabbiadoro
  • Lory per Trieste;
  • Willy per Spilimbergo;
  • Vito per Maiano
  • Bianca per Zoppola;

ma speriamo di farne così tanti da formare una corona del Rosario da regalare alla Regina della Pace. Ci sono giovani, non battezzati, islamici, tutti in cammino, insieme portiamo i lontani alla Regina della Pace e poi li accompagnamo attraverso un percorso catechetico, alla Chiesa che è Madre, per conoscere il Vangelo, imparare dal Santo Padre, studiare il Catechismo della Chiesa Cattolica.

Gli Apostoli della Regina della Pace restano in preghiera con Maria e vivono ogni giorno la volontà di Dio, l'amore alla Chiesa, l'obbedienza e la devozione al Santo Padre, che amiamo e al quale guardiamo come faro nel nostro cammino. C'impegnamo a crescere nella Fede, nell'Amore e nella Conoscenza, per essere servi al servizio dei fratelli, e camminare insieme sulla strada di Dio. Che il Signore ci confermi nella Fede e ci mantenga uniti nell'Amore.

Elisabetta

Se anche tu vuoi far parte degli Apostoli della Regina della Pace e formare un cenacolo ti manderemo ogni settimana il programma che comunque potrai anche trovare nel sito